BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BERLUSCONI/ Veneziani: il passo indietro? L’unica certezza è il Monti bis…

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

E’ difficile capire cosa rimanga delle componenti originarie. Tuttavia, possiamo identificare un’area più liberale e pragmatica, una più conservatrice e legata alla tradizione nazionale, e un’altra cattolica. Il Manifesto per il bene comune della Nazione mi pare, in tal senso, un elemento utile. Non mi azzardo di certo a sostenere che potrà rappresentare il nucleo di chissà quale nuovo progetto politico. Tuttavia, rispetto al nulla che ci circonda, mi sembra un segnale incoraggiante.

A quel punto, cosa dovrebbero fare le componenti così scisse?

Stabilire un patto e allearsi. Per tornare, da un presunto bipartitismo che non c’è mai stato, ad una bipolarismo fondato su alleanze tra soggetti distinti.  

Realisticamente, ci sono i margini per mettere a punto una simile operazione entro le elezioni?

Ad essere realistici, si dovrebbe ammettere che l’unico scenario futuribile è l’Apocalisse.

Ovvero?

La scomparsa della politica in generale, del centrodestra in particolare e, di conseguenza, il Monti bis.

Nell’eventualità, quale potrebbe essere il ruolo di Berlusconi?

Credo che sia ancora aperto a tre-quattro ipotesi radicalmente diverse: può sparire del tutto, creare il vuoto per poi rientrare, se i sondaggi lo renderanno necessario, o fare da registra, dando vita ad una leadership fidata.

Perché, secondo lei, non potrebbe intervenire un Renzi di destra o un “nuovo” Berlusconi che, come fece allora quello “vecchio”, archivi l’intera classe dirigente?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
09/10/2012 - se ne esce solo con la buona volontà (francesco taddei)

per cinquant'anni la dc è vissuta con correnti interne e non è per questo che è sparita. se ci fosse una regolamentazione chiara di queste e tornassero i congressi e le mozioni si potrebbe trovare l'unità del partito nel rispetto delle diversità e stabilire le alleanze su programmi comuni.

 
09/10/2012 - Tabula rasa (Luca Rossini)

Non capisco perché Veneziani critichi Casini sul tema del PPE. Il PPE è un partito di centro, europeista, non di destra. E' stato Berlusconi a scavare un fossato tra i suoi elettori e l'Europa, salvo poi lasciare a Monti rimanendo dietro le quinte a telecomandare il partito. Fa bene Casini a non fidarsi: ma, dico io, come ci si fa a fidare di uno che prima si dice favorevole alle primare, poi coopta Alfano, poi annuncia il rientro, poi - sempre tramite Alfano - annuncia la sua "possibilità" di fare un passo indietro, con la Santanché che lo spinge a rimanere, gli ex AN che gridano al complotto, e i suoi portaborse che intanto presentano emendamenti ad personam? La realtà è che il PDL non è mai stato un partito: è possibile sognare per il centrodestra una procedura di elezione del candidato premier come sta facendo il centrosinistra, o almeno un luogo dove i giovani possano iniziare a fare politica invece che organizzare festini? Purtroppo no, il conflitto di interessi si fa sentire, così come la amncanza di una cultura politica.