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BERLUSCONI/ Veneziani: il passo indietro? L’unica certezza è il Monti bis…

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Invece che scendere in campo per la sesta volta, potrebbe assistere alla partita dalla panchina. Se persino Alfano ha avuto il via libera per annunciarlo pubblicamente, significa che l’opzione stava venendo ponderata da tempo. «Per unire il centrodestra Berlusconi è pronto a non ricandidarsi», ha dichiarato il segretario del Pdl, invitando i moderati a coalizzarsi. Casini, dal canto suo, si è limitato a prendere atto dell’annuncio e a ricordare che, negli anni, sovente gli italiani hanno avuto modo di abituarsi alle «giravolte» di Berlusconi. Sola una volta comprese le reali intenzioni dell’ex premier, in  effetti, sarà possibile ipotizzare la costruzione di eventuali nuovi scenari futuri. Ci abbiamo provato con Marcello Veneziani.  

Berlusconi che fa un passo indietro: è verosimile?

Credo di sì; anche se, più che altro, dovremmo chiederci se è la scelta definitiva o no. Il campo, attualmente, è in tale evoluzione – dalla legge elettorale, agli equilibri tra i partiti – che non possiamo saperlo. Però, in questo momento, le sue intenzioni, probabilmente sono queste.

Fino a pochi giorni fa la sua presenza sembrava indispensabile alla sopravvivenza del Pdl. Nel frattempo, cos’è cambiato?

Da una parte, attraverso i sondaggi, ha avuto la percezione del fatto che la sua ridiscesa in campo non avrebbe capovolto le sorti del centrodestra e, dall’altro, le risse interne e gli scandali laziali lo hanno ulteriormente dissuaso. Giunti a questo punto, in ogni caso, sarebbe il caso di iniziare a ragionare seriamente sul post berlusconismo. Non si può pensare di richiamarlo in causa per l’ennesima volta, rimandando il problema all’infinito.

Quindi? Chi lo sostituisce?

Anzitutto, questa volta, il punto di partenza per un nuovo progetto non potrà consistere in un nuovo leader. Certo, ci potranno essere dei dirigenti o un elite; ma alla base del rinnovamento occorrerà  una convergenza su delle idee.

In tal senso, in che termini andrebbe rifondato il Pdl?

Penso che si dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di articolare il centrodestra in più soggetti. Venendo meno l’unico collante che ha tento insieme, in questi anni, tutte queste forze – Berlusconi – non c’è più nessuna ragione di tenerle insieme.

Come dovrebbero scomporsi?



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COMMENTI
09/10/2012 - se ne esce solo con la buona volontà (francesco taddei)

per cinquant'anni la dc è vissuta con correnti interne e non è per questo che è sparita. se ci fosse una regolamentazione chiara di queste e tornassero i congressi e le mozioni si potrebbe trovare l'unità del partito nel rispetto delle diversità e stabilire le alleanze su programmi comuni.

 
09/10/2012 - Tabula rasa (Luca Rossini)

Non capisco perché Veneziani critichi Casini sul tema del PPE. Il PPE è un partito di centro, europeista, non di destra. E' stato Berlusconi a scavare un fossato tra i suoi elettori e l'Europa, salvo poi lasciare a Monti rimanendo dietro le quinte a telecomandare il partito. Fa bene Casini a non fidarsi: ma, dico io, come ci si fa a fidare di uno che prima si dice favorevole alle primare, poi coopta Alfano, poi annuncia il rientro, poi - sempre tramite Alfano - annuncia la sua "possibilità" di fare un passo indietro, con la Santanché che lo spinge a rimanere, gli ex AN che gridano al complotto, e i suoi portaborse che intanto presentano emendamenti ad personam? La realtà è che il PDL non è mai stato un partito: è possibile sognare per il centrodestra una procedura di elezione del candidato premier come sta facendo il centrosinistra, o almeno un luogo dove i giovani possano iniziare a fare politica invece che organizzare festini? Purtroppo no, il conflitto di interessi si fa sentire, così come la amncanza di una cultura politica.