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MANOVRE DX/ Pdl, è scontro tra due "destre": i moderati contro Berlusconi

Pubblicazione:giovedì 1 novembre 2012

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

"Si può dire ragionevolmente che oggi Berlusconi sia in minoranza nel suo partito il che è in qualche modo una notizia sensazionale considerando la storia di questo partito". A dire così è Fabrizio Rondolino in una conversazione con Ilsussidiario.net. Non è il solo: c'è chi parla di Berlusconi abbandonato dai suoi deputati che in massa si schierano con Alfano e votano sì al governo Monti sulla corruzione. Il contrario di quello che sembrava aver chiesto proprio Silvio Berlusconi qualche giorno fa quando minacciava di togliere la fiducia al governo dei professori. Un quadro in continua evoluzione dunque che si chiarirà forse solo con le primarie del partito. "Oggi all'interno del Pdl ci sono due opzioni abbastanza chiare" dice Rondolino. "Da una parte l'idea di Alfano e di una larga maggioranza di puntare al centro, in una direzione neo centrista, riaprendo possibilmente il dialogo con l'Udc. Dall'altra la linea della Santanchè che riprende proprio il berlusconismo più puro, quello dietro la nascita di Forza Italia. Ci sono insomma due destre a confronto".

 

Berlusconi in minoranza nel Pdl, è d'accordo?

 

Senz'altro, è la notizia del giorno. E' anche vero però che questo essere in minoranza va di pari passo con il suo totale disinteresse con le vicende politiche.

 

Davvero?

 

Dopo il discorso di sabato io mi mi aspettavo una riunione della dirigenza del partito piuttosto che dei gruppi parlamentari per revocare la fiducia al governo. Invece Berlusconi cosa ha fatto? E' tornato nelle sue ville, non è andato a Roma dove invece era annunciata la sua presenza, è andato a Montecatini a fare un trattamento di bellezza ed è in partenza per il Kenya ospite di Briatore. Direi che è esplicito che a Berlusconi non interessi più niente del Pdl. Non è la stessa cosa di essere messo in minoranza, sono invece due fenomeni convergenti, lui che si disinteressa sempre più e il suo partito che cerca un'altra strada.

 

Possiamo parlare allora di una separazione consensuale? E che il Pdl abbia capito che senza Berlusconi si può riaprire un percorso?

 

Questo invece rimane un punto interrogativo onestamente. Mi pare che qualche giornale abbia scritto che ci sarebbe un progetto da parte di Berlusconi di una lista autonoma, a cui io però credo molto poco. Effettivamente cosa farà Berlusconi nei prossimi tre mesi rimane senza risposta.

 

Alfano però sembra accelerare, anche le primarie sembrano indicarlo.

 

Le primarie, anche se non ne sono un fanatico, mi sembrano in questo momento una robusta iniezione di vitamine per un partito che negli ultimi mesi è stato in silenziosa decomposizione. Che le facciano è una buona cosa ed è anche una buona cosa che Berlusconi le abbia invocate. Bisogna però vedere vedere come vanno a finire.

 

In che senso?

 

Ci può essere una polverizzazione del risultato. Immaginiamo che Alfano vinca "alla Crocetta" con il 30%: allora diventa un problema politico la gestione del partito. La mia previsione è che alla fine i candidati saranno due o tre non di più. 

 

Formigoni dicendo esplicitamente che se Alfano vince le primarie si dovrà dimettere dalla carica di segretario sembra indicare la quasi certezza della vittoria di questi.


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