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LEGA NORD/ Maroni: via i nostri dal Parlamento. La manifestazione di Bologna: Fornero al cimitero

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La Lega Nord è scesa in piazza oggi a Bologna in una manifestazione contro le tasse e in sostanza contro il governo. Presenti l'ex ministro Calderoli, il segretario Maroni e il governatore del veneto Luca Zaia. Si sono distinti durante il corteo che ha portato a Porta Saragozza per il comizio conclusivo slogan molto duri, con l'invito al premier Monti e al ministro Fornero di morire. Nel dettaglio gli slogan dicevano: "Monti e Fornero, il vostro posto è al cimitero". C'erano molti rappresentanti della base leghista, con militanti che sono giunti da regioni diverse come Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Toscana ed Umbria. Una prossima manifestazione contro il governo e le tasse è già stata indetta per il prossimo 2 dicembre a Genova a cui sono invitati i leghisti di Liguria, Lombardia e Piemonte. Durante il comizio finale ha preso la parola il segretario Maroni. Il quale parlando ha chiesto le dimissioni di massa dei rappresentanti della Lega Nord in Parlamento: "Dopo l'approvazione della legge di stabilità e della legge elettorale, proporrò alla segreteria federale che la Lega decida di ritirare le proprie delegazioni da Camera e Senato". Ha poi rivolto un invito ai sindaci della Lega a promuovere azioni concrete che possano anche condurre allo sciopero fiscale e alle dimissioni di massa anche dei sindaci. Continuando nel suo comizio, Maroni ha accusato Monti di aver reso l'Italia ancora più debole di quanto fosse prima del suo governo e ha chiesto che i tecnici vadano subito a casa. Monti è nemico del nord, ha detto ancora, e quella della Lega contro questo governo è una battaglia di democrazia perché il popolo è sovrano. "Per noi la vicenda Monti è chiusa, Monti è nemico delle aziende del Nord strozzate dalle tasse" ha aggiunto. Ha chiesto quindi che venga abolita l'Imu perché, ha detto, la casa è un bene sacro. Quello che ha fatto il governo Monti ha detto ancora è la più grossa attorta sulla casa mai fatta in un paese occidentale, "con aumenti del mille per cento come se la casa fosse un bene rifugio o un modo per riciclare denaro". A proposito delle prossime elezioni regionali in Lombardia ha popi detto che se qualcuno glie lo chiederà, è pronto a candidarsi: non c'è niente di meglio, ha detto, per lui che essere alla guida della propria regione.


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