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Politica

SCENARIO/ Macaluso: ecco perché Bersani anche se vince non governa

Pier Luigi Bersani (Foto: Infophoto)Pier Luigi Bersani (Foto: Infophoto)

Il problema che Ds e Margherita sono rimasti insieme si è risolto non nella costituzione, nella formazione di un partito, ma nella costituzione e nella formazione di una sorta di aggregato politico-elettorale. Questo alla fine non è un partito ed è per questa ragione che alla fine ci si può illudere di andare magari al governo e governare senza il reale consenso, magari anche su posizioni di minoranza, formando pezzi di maggioranza politica con alcune alleanze. 

Che non sembrano neppure semplici, perché ad esempio in queste ore Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, il leader dell'Udc, hanno polemizzato anche duramente sulla legge elettorale, sul “Monti bis”. 
Sono polemiche che non meritano neppure un commento. Qui si tratta di ritrovare, se è ancora possibile un'identità politico-culturale, si tratta di costruire un partito. E il Pd attualmente non è neppure un partito, in un panorama politico già confuso e frammentato, dove non ci sono partiti e non ci sono neppure maggioranze possibili. 

Ma è così problematico, così scomodo risalire a un'identità socialista, con la sua tradizione italiana, con la sua grande storia europea? 
E lo viene a chiedere proprio a me? Quando ci fu la svolta della “Bolognina”, io insieme a Giorgio Napolitano, a Gerardo Chiaromonte a Luciano Lama e ad altri ancora sottoscrivemmo un documento in cui ci impegnavamo ad aderire alla svolta per approdare nella grande tradizione del socialismo italiano ed europeo. Il risultato, purtroppo, è quello che abbiamo oggi sotto gli occhi. 

(Gianluigi Da Rold)

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