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Politica

ESODATI/ Legge di stabilità: trovata la copertura, nuovo emendamento

Governo e maggioranza avrebbero trovato una nuova copertura economica per gli esodati. La ragioneria di Stato avrebbe certificato in modo positivo e l'emendamento approvato

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Esodati e legge di stabilità: continua la saga di una legge infinita. Dopo un primo annuncio nel weekend secondo cui era stata trovata la copertura economica tale da garantire il pagamento a tutti quei pensionati che ricadono nella categoria dei cosiddetti esodati, è arrivata oggi la smentita da parte della ragioneria di stato. Quella copertura di fatto non esisteva. Tutto daccapo dunque, con i partiti a scervellarsi come uscire fuori da un impasse che dura da mesi e mesi. Adesso il nuovo annuncio: maggioranza e governo avrebbero trovato la soluzione. L'ennesima? Sta di fatto che i relatori hanno presentato un nuovo emendamento che avrebbe la copertura adeguata richiesta dalla ragioneria e che la stessa ragioneria di Stato avrebbe certificato. In che modo? Grazie alle deindicizzazione delle pensioni sei volte superiori al minimo. Cosa significa? Significa che verranno impiegati gli eventuali risparmi dei nove miliardi di euro che sono già stati stanziati a copertura degli esodati, insomma una specie di auto copertura economica. Grazie quindi a politiche attive per la reintroduzione sul posto di lavoro. Se questi risparmi non bastassero si andrebbe alla deindicizzazione delle pensioni più ricche, quelle stimate sui 3000 o 3500 euro al mese. In tal modo si potrebbero coprire le richieste fino al 2014. Il sottosegretario al lavoro ha espresso il parere soddisfatto del governo su questa nuova misura, e ha spiegato che si è deciso "di destinare tutte le risorse alla risoluzione dei casi specifici più difficili". La commissione bilancio ha poi oggi trovato l'accordo anche sul fondo taglia tasse che Renato Brunetta, il relatore del Pdl sulla legge di stabilità, ha definito un risultato epocale. Verrebbe in tal modo ridotto il carico fiscale delle famiglie e delle imprese per il prossimo anno. Inoltre il Fondo per la riduzione della pressione fiscale sarà alimentato "dall'attività di contrasto all'evasione nonché dalla differenza tra la spesa per interessi sul debito pubblico prevista e quella effettivamente erogata".