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Politica

SONDAGGI/ Primarie ed elezioni in Lombardia: così voteranno gli elettori

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La campagna elettorale potrebbe consentire ai diversi candidati di acquisire una certa visibilità. Penso, ad esempio, a Galan: ha un curriculum di tutto rispetto, dà l’idea di essere una persona rispettabile, e la sua ricetta liberale è chiara. Non escludo che qualche ex colonnello di An possa provare a diventare generale. Perché, ad esempio, se il sindaco di Firenze è in lizza per la leadership del centrosinistra, non potrebbe capitare altrettanto, nel centrodestra, a quello di Roma? In sostanza, non sono così convinto del fatto che nel centrodestra ci sia il deserto. Le primarie potrebbero far emergere personalità sin qui rimaste compresse.

E in Lombardia, invece, cosa accadrà? E’ verosimile un testa a testa tra Albertini e Ambrosoli

L’impressione è che Ambrosoli parta decisamene avvantaggiato. La crisi di immagine globale del centrodestra colpisce anche la Lombardia; ricordiamo che in Regione, del resto, all’indebolimento della Lega è seguito a ruota quello del Pdl e, alla fine, c’è stata la crisi che ha portato alle elezioni anticipate. Normalmente, gli elettori non perdonano ad una classe politica l’ingovernabilità e, alle urne, lo dimostrano. Non dimentichiamo che, infine, in questa tornata, il centrodestra marcerà diviso.

Su che percentuali siamo, in questo caso?

Basti pensare che il Pdl viaggia attorno al 15-16%, come la Lega, mentre il Pd, da solo, è attorno al 28-29%. Se riuscirà ad allearsi con il centro (6%) potrebbe raggiungere il 35%. Affinché la partita possa riaprirsi e risultare incerta, Albertini dovrebbe riportare l’elettorato deluso del centrodestra alle urne, galvanizzarlo e riassorbire quote di voto che, attualmente, i partiti del centrodestra non hanno.

 

 

(Paolo Nessi)

 

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