BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DIETRO LE QUINTE/ Maroni contro Albertini, arbitra Formigoni

Roberto Formigoni (InfoPhoto)Roberto Formigoni (InfoPhoto)

E Maroni risponde a queste aperture ribadendo che le primarie di coalizione sono una soluzione “utile e intelligente”, anche se per ragioni di bottega deve aggiungere che non c’è alcun timore a correre da soli. Probabile che da questa situazione d’impasse si uscirà con una brusca accelerazione solo quando sarà definita al data del voto. 
Per il Pd “spacchettare” le elezioni regionali rispetto alle politiche equivale a tentare l’uno-due da KO nei confronti del centrodestra, oggi più che mai all’angolo dei ring della politica. Uno schema inaccettabile non solo per Pdl e Lega, ma anche per l’Udc, che guarda a sinistra, ma non vuole che i democratici stravincano.
Bersani però tiene duro, e intende sperimentare in Lombardia uno schema a metà strada tra il politico ed il civico che poi potrebbe replicare anche a livello nazionale. L’esperienza vincente di Pisapia a Milano è il solco nel quale la candidatura di Ambrosoli s’inserisce, anche se la sua costruzione potrebbe rivelarsi più complessa del previsto, come si è visto con i tentennamenti di Ambrosoli di fronte all’ipotesi delle primarie. Alla fine, infatti, il candidato riluttante è stato convinto ad accettare questo bagno di legittimazione, si voterà il 15 dicembre.
Di sicuro per i democratici espugnare una regione dove non c’è mai stata partita sarebbe un successo clamoroso, che farebbe prendere la rincorsa verso il governo del paese. 
Le quotazioni dell’election day sono però in risalita, a favore di una data fra il 3 ed il 17 marzo. E allora tanto per il Pdl quanto per la Lega sarebbe più facile ritrovarsi insieme anche a livello nazionale, anche se sbarrare la strada alla coalizione Pd-Sel sembra oggi impossibile. Tutto dipenderà dalla legge elettorale.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
16/11/2012 - nebbia in pdl (francesco taddei)

il punto di non ritorno è superato: o si scommette su albertini per il presente e il futuro, consegnandogli le chiavi e la regia del pdl del nord, oppure si consegnano i consigli regionali delle regioni settentrionali alla lega (consigli nei quali solo in veneto è maggioranza). a quel punto la parola secessione tornerà prepotentemente.