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ELECTION DAY/ Polito: le tre mosse di Berlusconi per tornare in campo (senza il Pdl)

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Dal punto di vista di Berlusconi, tanto meglio se le elezioni si accorpano. Non solo la Lega, a quel punto, sarebbe obbligata sin da subito, anche sul fronte nazionale, all’alleanza, ma non si produrrebbero gli effetti di una probabile sconfitta alle regionali. Se la tattica di Berlusconi, in Lombardia, si rivelasse particolarmente fallimentare, la Lega, per evitare un secondo disastro, ad aprile non replicherebbe di certo l’alleanza.

Molto, in ogni caso, dipenderà dalla legge elettorale.

Lo schema sin qui descritto, per Berlusconi, è obbligato, a prescindere da qualunque legge. Comunque vada, non otterrebbe il premio di maggioranza; per tornare in auge, dovrebbe svuotare di voti l’M5S, ma non è attualmente in grado di farlo. Sicuramente, i sondaggi sovradimensionano il partito di Grillo, e nel momento in cui si tratterà di scegliere il governo che deciderà le tasse per i cittadini, godrà di molti meno consensi di quanto previsto. Sta di fatto che quanto è accaduto in Sicilia, ove si credeva che avrebbe prevalso il voto di scambio, è indicativo di come il fenomeno persisterà nel tempo.

E’ verosimilmente la creazione di una lista Monti?

Non è da escludersi del tutto, ma è altamente improbabile. Considerando la frammentazione politica e l’incertezza che regna sovrano, tuttavia, l’eventuale risultato negativo di tale lista inficerebbe l’ipotesi di un Monti bis. Per Monti, sarebbe quindi opportuno attendere l’evolversi degli eventi rimanendo super partes.  

 

(Paolo Nessi)



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