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Politica

SONDAGGI/ Elezioni: Berlusconi da solo vale il 10%, mentre Pdl e Lega...

Secondo NICOLA PIEPOLI, non solo il Pdl non indirà le primarie, non facendo parte del suo Dna, ma anche l’ipotesi di una lista Berlusconi è del tutto da escludersi

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Pare che Berlusconi sia alla disperata ricerca di un suo alter ego da candidare nella lista di fedelissimi che si sta accingendo a creare. Ormai, infatti, è chiaro a tutti che non riconosce più il Pdl come sua creatura, mentre il partito percepisce il suo fondatore come un corpo estraneo. Attualmente, tuttavia, nulla è dato ancora per certe. Occorre vedere, anzitutto, l’andamento delle Regionali. E, soprattutto, se saranno indette poco prima delle politiche; opzione che, per il timore di un disastroso effetto trascinamento, non piace per nulla al Pdl. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con il sondaggista Nicola Piepoli.

Quanto potrebbe prendere una lista di Berlusconi?

Sappiamo che il Pdl, attualmente, vale sul mercato attorno al 18%. Se Berlusconi decidesse di creare una lista di propri fedelissimi, e di correre a capo di essa o, in alternativa, di mettervi qualcuno di sua fiducia, non è escluso che i risultati potrebbero essere così ricomposti: Pdl all’8% e Berlusconi al 10%.  Non è escluso che la somma delle due liste, tuttavia, garantisca il 18%. Alla fine, l’alleanza potrebbe portare, complessivamente, ad un 16%. Quel che è certo è che, attualmente, il trend non è favorevole a Berlusconi.

Neanche al Pdl si direbbe. Le primarie potrebbe migliorarne la condizione?

Il fatto è che, con ogni probabilità, le primarie non si faranno. Non fanno parte del Dna del partito fondato da Berlusconi. Non  credo che ci siano, quindi, le condizioni perché si realizzi realmente la consultazione.

Eppure, neanche l’assenza dalla prima linea di Berlusconi fa parte della natura del Pdl

E, infatti, l’ipotesi non si verificherà. Stiamo parlando di teoremi da letteratura. Il Pdl senza Berlusconi è una cosa che, nella realtà, non può accadere.

Tante cose parevano irrealizzabili. Come l’insediarsi del governo tecnico

A dire il vero, la lettura attenta dei giornali, in retrospettiva, riflette che almeno da agosto 2011, con le prime lettere della Bce, si stessero costruendo le premesse per il suo insediamento. Personalmente, ricordo che notai un certo zelo dell’allora capo della Bocconi nello scrivere su Il Corriere della Sera, sempre più articoli anomali, di carattere spiccatamente politico.

Attualmente, quante possibilità ci sono che Monti decida di correre per la presidenza del Consiglio e di candidarsi?