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SCENARIO/ Rondolino: il pressing "centrista" su Monti? Inutile, andrà al Quirinale

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Questa è sicuramente la domanda più importante a cui non è facile rispondere, ma ribadisco che Monti difficilmente vorrà parteciparvi, per un motivo in particolare.

Quale?

Perché Monti vuole diventare presidente della Repubblica. Sarà anche un uomo disinteressato e al servizio del Paese, ma è evidente che due conti se li è fatti pure lui, arrivando probabilmente alla conclusione che 7 anni al Quirinale sono meglio di altri due stentati a Palazzo Chigi. I cosiddetti “montiani”, per rispondere alla domanda di prima, non è chiaro quindi a chi si rivolgano, visto che al momento in Italia l’unica cosa davvero da fare è ricostruire il centrodestra. A tutti i centristi consiglierei dunque di mettersi al lavoro per raggiungere questo obiettivo.

Si dice che un Monti candidato alle prossime elezioni potrebbe dare garanzia ai mercati sulla continuità della politica italiana dell’ultimo anno e rassicurare le varie cancellerie. Cosa ne pensa?

Riagganciandomi al discorso che facevo prima, è molto più probabile veder salire Monti al Quirinale, così queste garanzie diventerebbero automaticamente settennali. Da presidente della Repubblica Monti continuerebbe comunque ad avere un peso rilevante, basti vedere quanto fatto da Napolitano in questi ultimi mesi, quindi sarebbe in tutti i casi una garanzia di equilibrio sia a livello interno che esterno. Non sono però di certo i mercati a dover spingere Monti ad andare al governo perché, fino a prova contraria, in Italia c’è ancora il suffragio universale. Innanzitutto voteremo quindi per un governo politico, niente di più.  

 

(Claudio Perlini) 

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