BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PRIMARIE A SX/ Caldarola: lo scontro Bersani-Renzi? E’ una partita chiusa

Pubblicazione:lunedì 19 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 19 novembre 2012, 9.34

Fotolia Fotolia

Conclusasi la campagna elettorale di Renzi alla Leopolda, si aggira tra i rottamatori lo spettro della sconfitta. Il tardivo dietrofront rispetto al suo cavallo di battaglia non servirà al sindaco di Firenze per ottenere qualche chance in più di diventare il candidato della centrosinistra alla presidenza del Consiglio: «La rottamazione non è anagrafica, non vuol dire “via i vecchi”. I vecchi sono saggezza ed esperienza".  Figuriamoci, lo dico agli anziani del mio paese, del mio villaggio, dove ci hanno educato a dare del lei ai più grandi», ha detto Renzi. Poi, rivolgendosi ai politici che hanno attraversato la prima e la seconda Repubblica, ha aggiunto: «basta, avete già dato, occupatevi di altro, riscoprite la bellezza della vita». Questo,tuttavia, non sarà sufficiente per frenare l’ascesa di Bersani. Peppino Caldarola ci spiega perché.

Quante possibilità di vittoria ha Renzi?

Praticamente nessuna. A questo punto si può dire che Bersani è decisamente in vantaggio e, probabilmente, vicino alla soglia del 51%. Lo si capisce anche dal discorso fatto da Renzi alla Leopolda, dove ha chiesto un ultimo sforzo ai suoi  e indicato il ruolo che lui e i suoi sostenitori dovranno assumere nel partito nell’immediato futuro.
Fino a poche settimane fa, pareva che tra Renzi e Bersani sarebbe stato un testa a testa. Cos’è cambiato nel frattempo?

Renzi ha basato la sua campagna elettorale, fondamentalmente, sulla rottamazione. Dopo la rinuncia ad una ricandidatura di D’Alema a Veltroni, la questione si è svuotata di significato. E’ rimasta in piedi solamente una proposta generica di ricambio generazionale su una base politica troppo somigliante a quella di Veltroni che, nella storia del Pd, appartiene al passato. Bersani, oltretutto, è apparso come il personaggio più equilibrato, con il profilo di uomo di governo.

Secondo lei, perché Renzi è apparso decisamente più agguerrito nella competizione mentre Bersani, tutto sommato, disinteressato?

E’ stata la mossa più azzeccata del segretario del Pd. Ha impostato la sfida su un discorso di natura generale, legato ai problemi del Paese nel suo insieme. Renzi, invece, è rimasto intrappolato in una logica interna al partito. Nonostante abbia avuto un certo successo, non è apparso come il candidato a premier di un Paese, quanto, piuttosto, il candidato alla segreteria del partito.

A proposito: ha detto che ci sono più probabilità che diventi Papa piuttosto che leader del Pd. Era sincero, o si è trattato di un’affermazione volta ad evitare di bruciarsi?


  PAG. SUCC. >