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SEGRETARIO COMUNALE/ Da longa manus dello Stato centrale a punto di riferimento degli enti locali

Pubblicazione:lunedì 19 novembre 2012

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Il Decreto semplificazioni ha conferito al segretario comunale incarichi e compiti di natura dirigenziale, anche in relazione all'evoluzione del sistema delle autonomie locali. Ecco perché è importante comprendere il processo che ha portato a rendere tale figura, da longa manus dello stato centrale, al professionista di raccordo tra le funzioni comunali

Circuito organizzativo e tecnica normativa

 1. L’evoluzione storica della figura del Segretario Comunale.

L'attuale figura del Segretario Comunale rappresenta l'evoluzione storica del ruolo del Cancelliere, professionalità coessenziale al Comune (recte all'originario Municipium) e deputata a svolgere tutte le attività strumentali al funzionamento dell'amministrazione locale. 

Nell'epoca degli Stati preunitari, il Segretario era organo necessario del Comune, preposto a funzioni che potrebbero definirsi notarili, svolte – secondo il linguaggio attuale - come un "libero professionista".

Per ricoprire l'incarico, occorreva aver conseguito il titolo di Notaio, funzione - quest'ultima - che il Segretario poteva cumulativamente svolgere solo nei Comuni superiori ai 10.000 abitanti.

Detta impostazione è stata sostanzialmente mantenuta con l’emanazione della c.d. Legge Rattazzi[1], con la quale, ferma restando la natura di diritto privato del rapporto di lavoro, sono state confermate in capo al Segretario comunale sia la responsabilità della redazione delle Deliberazioni del Consiglio e della Giunta - neocostituiti organi dell'Ente locale - sia altre funzioni [2].

La legge comunale e provinciale dell'Italia appena unificata[3], stabiliva, all'art. 10, che "ogni comune ha un Consiglio comunale e una Giunta municipale. Deve inoltre avere un segretario ed un ufficio comunale. Più Comuni possono prevalersi dell'opera di uno stesso segretario".

Il Segretario comunale era nominato dal Consiglio Comunale, che lo doveva scegliere tra gli abilitati alla professione in virtù di una patente conseguita a seguito di esami sostenuti presso la Prefettura.

Nel 1911, il Regolamento di esecuzione della legge comunale e provinciale del 1908 ha introdotto la disciplina pubblicistica dell'impiego comunale, rendendo obbligatorio il concorso pubblico anche per il reclutamento dei Segretari.

Con la legge 17 agosto 1928,  n. 1953, i Segretari passarono alle dipendenze dello Stato.

Sebbene tale passaggio fosse stato rivendicato dalla categoria fin dal 1911 quale garanzia di sicurezza dell'impiego, la sua introduzione ad opera del regime fascista si inseriva nel quadro della trasformazione in senso autoritario e centralistico del sistema delle amministrazioni locali.


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