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SEGRETARIO COMUNALE/ Da longa manus dello Stato centrale a punto di riferimento degli enti locali

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5. Le ultime novità normative.

Da ultimo, occorre rilevare che neppure la figura dal Segretario è stata risparmiata dalle recentissime modifiche legislative apportate dal ricorso (indiscriminato) alla decretazione d’urgenza.

L’art. 1 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5[8] ha aggiunto all’art. 2 della Legge 7 agosto 1990, n. 241 il comma 9 bis, a tenore del quale “l'organo di governo individua, nell'ambito delle figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo si considera attribuito al dirigente generale o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o in mancanza al funzionario di più elevato livello presente nell'amministrazione […]”.

Tale soggetto, oltre a dover, nel caso di ritardo nell’adozione dei provvedimenti amministrativi, comunicare senza indugio il nominativo del responsabile del ritardo de quo, ai sensi del successivo comma 9 ter [9]decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento, dovrà egli stesso concluderlo, “attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario” ed “entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto.

Per l’effetto del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 (poi convertito in Legge 4 aprile 2012, n. 35), al Segretario Comunale  è, di fatto, richiesto l’esercizio di un maggiore controllo sull'operato dei funzionari comunali, tanto da ipotizzare che, essendo egli (ed il discorso vale soprattutto per i comuni di piccole dimensioni) l'unico soggetto a rivestire una posizione apicale dotata di poteri di coordinamento dei dirigenti[10], dovrà farsi carico della conclusione dei procedimenti.

Diviene così, almeno per i Comuni di più modeste dimensioni (e si ricordi che sono la stragrande maggioranza dei Comuni italiani), un organo amministrativo di riferimento, tanto più prezioso in ragione del nuovo assetto evolutivo dei Comuni medesimi, teso all’unione delle funzioni, che richiede, oltre alla conoscenza normativa, capacità direttiva e gestionale.

L’evoluzione della figura del Segretario Comunale, quale venuta a svolgersi negli ultimi vent’anni, risponde proprio, con acuta preveggenza, a tali esigenze di riorganizzazione del sistema degli Enti Locali, ritenute così pressanti da divenire ineludibili.

 

 



[1] R.D. 23 ottobre 1859. n. 3702.

[2] A mero titolo esemplificativo, si ricordano, tra le funzioni svolte, la firma dei mandati di pagamento e la complessiva responsabilità degli atti dell'Ente Locale.

[3] Legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato A.

[4] La Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, modificando il Titolo V della parte seconda della Costituzione, ha introdotto profonde innovazioni nel nostro ordinamento, nella direzione di incrementare il potere legislativo regionale. Una delle principali conseguenze di tale riforma, a seguito della abrogazione dell'art 130 Cost., è stata l’eliminazione tout-court del sistema dei controlli negli Enti locali, in particolare i controlli di legittimità, prima affidati ai Co.re.co.

[5] Si tratta dell’A.G.E.S., dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, con la quale il Segretario sottoscrive il contratto di lavoro, instaurando un rapporto organico per un tempo determinato, corrispondente alla durata in carica del Sindaco che lo ha nominato.

[6] Si considerano unificate le sedi rette da un unico Segretario.

[7] Detta maggiorazione è stata prevista al fine di garantire la possibilità da parte dei Sindaci di poter contare su un adeguato numero di Segretari tra cui effettuare la scelta.

[8] D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”,  poi convertito in Legge 4 aprile 2012, n. 3.

[9] Anche il comma 9 ter dell’art. 2 della Legge 7 agosto 1990, n. 241 è stato aggiunto dal D.L. 9 febbraio 2012, n. 5,  convertito in Legge 4 aprile 2012, n. 35.

[10] Si veda in proposito il combinato disposto degli artt. 97 e 107 T.U.E.L.

 

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