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DIETRO LE QUINTE/ Il Berlusconi "nascosto" nel tovagliolo di Montecatini

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In questo modo, come in un infinito gioco dell'oca, la trattativa sulla legge elettorale è destinata a ricominciare da capo dopo questo ponte, che il Cavaliere trascorrerà in Kenia, ospite del resort di Flavio Briatore. 

A questo punto per il Pdl è necessario interrogarsi sulla propria identità. Intervistato per l'immancabile libro natalizio di Bruno Vespa, Berlusconi esclude di fare campagna elettorale contro Monti, dopo averlo in pochi giorni prima elogiato, poi apertamente criticato. Dunque linea moderatamente euro-critica, con Angela Merkel nel mirino, e non il suo successore a Palazzo Chigi. 

Sarà questa la linea ufficiale del partito? Ad Alfano l'ardua sentenza. Non gli sarà affatto facile gestire questa fase in cui sarà necessario chiarire il rapporto fra il Pdl e il suo fondatore. Troppe anime, troppe spinte centrifughe al suo interno. Gli ex An, gli ex Forza Italia, gli ex Dc, gli ex socialisti, e cento altre ancora. Troppo lontani quelli che vogliono tornare ad abbracciare la Lega e quelli che guardano verso Monti e i centristi dell'Udc e di Montezemolo

E persino le primarie, che dovevano servire insieme a legittimare la sua leadership e a  rilanciare il partito, potrebbero trasformarsi in un boomerang. Lo testimoniano scelte timide e balbettanti sulle regole, il rifiuto a farne uno strumento di coalizione, come chiesto da Maroni, e - al contrario, l'intenzione di correre manifestata da Giulio Tremonti e Daniela Santanchè in aperta polemica con il segretario, già azzoppato dal pesante fiasco rimediato nelle elezioni regionali siciliane. 

Sarà la quadratura del cerchio: sfida per la sopravvivenza stessa del Pdl. Un salto di qualità, o la pietra tombale su un processo nato con grandi ambizioni.fra i parlamentari del Pdl serpeggia il panico per il futuro e ormai i rumors di Transatlantico danno per sempre più frequenti i segnali di fumo che i singoli lanciano ai protagonisti della futura Lista per l'Italia, a cominciare da Casini. segnali sia pubblici, sia riservati.

Ma il problema di fondo rimane uno solo: definire che cosa dev'essere domani il Pdl, che oggi rimane ancora troppo, nel bene e nel male, Berlusconi-dipendente. La politica italiana corre sempre più velocemente verso le elezioni, e non aspetta.



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