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SCENARIO/ Sansonetti: così Monti "minaccia" l’Italia e i partiti

Secondo PIERO SANSONETTI, Mario Monti ha lanciato un chiaro messaggio ai partiti, circa gli effetti nefasti che sortirebbe la decisione di non nominarlo per un secondo mandato

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«Ora l'Italia è affidabile, ma dopo il voto non lo garantisco»: chi potrebbe derubricare la sortita di Monti di fronte ai potenziali investitori stranieri, mentre era in visita in Kuwait, a semplice gaffe? Certo, il giorno dopo, cioè ieri, dal Qatar, ha corretto il tiro. Dicendo che anche dopo le elezioni «i governi che verranno opereranno nel senso del risanamento e delle riforme». Ma non è che per rendere nulla un’affermazione è sufficiente farne un’altra di significato opposto. Abbiamo chiesto un commento a Piero Sansonetti, direttore de Gli Altri.  

Secondo lei, cosa intendeva dire Monti?

Mi sembra che il vero senso della frase suoni più o meno così: “O mi confermate, o siete rovinati”. Più che ai mercati internazionali, si è trattato di un messaggio diretto all’Italia. Una vera a propria minaccia.

Ce n’era bisogno?

No, non direi. Tutti i partiti, infatti, sono in qualche misura subalterni a Monti: con l’Udc che lo è platealmente, e il Pdl e il Pd che lo sono in maniera più velata. In realtà, la vera incognita non è tanto il futuro governo, quanto il fatto che nessuno sa cosa stia accadendo dietro le quinte.

Cosa dovrebbe accadere dietro le quinte?

Beh, un paio di settimane fa a Bruxelles si è riunita la Trilateral commission ove, con ogni probabilità, erano presenti anche Monti e Giuliano Amato (ve lo dò per certo come presidente della Repubblica indicato dalla Trilateral) e quasi sicuramente sono state prese importanti decisioni sull’Italia. Credo che le affermazioni di Monti siano state dettate proprio dalle decisioni assunte dall’organismo.

Napolitano, intanto, al termine di un incontro con i presidenti di Germania a Polonia ha rassicurato sul fatto che i partiti, nonostante le diverse posizioni, «potranno al massimo aggiungere qualcosa e non distruggere quello che ha fatto Monti. Mi pare che questo sia un elemento che possa dare fiducia e tranquillità ai nostri “amici” per il futuro dell'Italia»

Ecco, appunto: ha dato rassicurazioni sul fatto che i partiti sono sulla buona strada per sottomettersi a Monti. Ora, ovviamente - almeno il Pdl e il Pd - trovandosi in campagna elettorale non lo possono dire. Mi pare, tuttavia, che l’intenzione sia questa. Di conseguenza, faranno di tutto per modificare la legge elettorale quel tanto che basta per garantire l’ingovernabilità. Cioè, una situazione in cui, non vincendo nessuno, governeranno tutti. Lo strumento per promuovere questa circostanza è l’introduzione di una soglia per ottenere il premio di maggioranza impossibile da raggiungere.

Il Pdl sa che perderà le elezioni e lo schema gli conviene. Cos’avrebbe da guadagnarci, invece, il Pd?