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PRIMARIE A SX/ Finetti: tra Renzi e Bersani vince Napolitano

Pubblicazione:mercoledì 21 novembre 2012

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Bersani e Berlusconi si erano accordati per andare a elezioni anticipate a novembre. Napolitano le ha rifiutate, ritenendo che, nell’ipotesi che Bersani vinca, non potrebbe mai governare il Paese con una coalizione che vale il 33% e, per di più, alleato con Vendola. Per questo, ha fatto sapere che non scioglierà le Camere prima che sia varata una nuova legge elettorale. E, preferibilmente, una legge in grado di favorire il Monti Bis...

Se Bersani, invece, vince al primo turno, che sinistra si configurerebbe?

Una sinistra ancorata al centro, ove Bersani riuscirebbe a recuperare autorevolezza, in quanto arbitro di due fazioni opposte. Il Pd, dal canto suo, si confermerebbe l’estensione di quel berlinguerismo che si trascina da anni: se ci pensa, gli esponenti del Pd  non si dicono di sinistra, ma democratici. Sono già “oltre” il comunismo, la sinistra e la socialdemocrazia. Ambiscono alla creazione di un nuovo orizzonte democratico di cui facciano parte temi quali l’ambientalismo, le donne, i diritti, la Foresta Amazzonica, e via dicendo. D’Alema, per intenderci, è presidente di un’Internazionale socialista di cui il suo partito non fa parte…

Il progetto rappresentato dalla candidatura di Ambrosoli, in Lombardia, fa parte di questo nuovo “orizzonte democratico”?

Non direi. Mi dà l’impressione di essere, semplicemente, un candidato proveniente dal mondo cattolico, non assimilabile alla sinistra barricadiera: resta da capire se, effettivamente, è espressione di un movimento d’opinione consistente e reale, in grado di apportare un contributo signficativo al centrosinistra, o di una semplice finzione posta a capo, nominalmente, di una coalizione costituita dai tradizionali partiti.

Tornando alle primarie nazionali: nell’ipotesi irrealistica che vinca Renzi, come cambierebbe la sinistra?

Beh, lui rappresenta una sorta di movimento di liberazione dagli ex comunisti. Il loro peso e la loro durezza trasferitisi dal Pci al Pd si ridurrebbe notevolmente. Un peso che si è evinto, negli anni, dal fatto che il massimo della dialettica nel partito si è vista tra D’Alema e Veltroni. Gli ex democristiani, in seno al partito, non hanno mai contato nulla. 

 

(Paolo Nessi)

 



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