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SCENARIO/ Franchi: Casini "raccoglie" i voti per Grillo

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Bisogna intendersi su che cosa sia il centro dello schieramento politico italiano e quale sia l'elettore italiano che si affida al centro. L'Italia è certamente cambiata, ma se andiamo a vedere la storia di questi anni, notiamo che l'area del vecchio pentapartito, che si poteva inquadrare come un grande centro trasversale, della prima repubblica è stato poi ereditato sostanzialmente da Silvio Berlusconi. Già Berlusconi, anche se si parlava di un bipolarismo mite, aveva radicalizzato la politica italiana. Oggi, senza Berlusconi, la partita è diventata ancora più complicata. Non è che tutto l'elettorato del vecchio pentapartito della prima repubblica abbia votato Berlusconi. C'è stato anche chi ha scelto il Pd per sfiducia nella leadership berlusconiana. Ma si tratta di settori forse più responsabilizzati, più politicizzati dell'area moderata.
In sostanza, lei dice che in questo momento c'è un vuoto?
“Non dico questo. Credo che senza Berlusconi e il berlusconismo, questa grande area di italiani difficilmente verrà catturata dai nuovi centristi, se non in misura limitata. Se il nuovo centrismo, da Montezemolo a Casini a altri si muove a piccoli passi non sorpassa a mio parere il 12 percento. Questo mi porta a pensare che devono avvenire altri fatti, si deve pensare ad altre ipotesi per pensare  a una maggioranza di governo per il dopo elezioni.
L'ipotesi va a incrociarsi con le primarie del Partito democratico, sul “testa a testa” a tra Renzi e Bersani. E quindi su possibili maggioranze più ampie.
Ho sentito da Renzi una dichiarazione di rispetto per il vincitore delle primarie e quindi un allineamento del suo gruppo e dei suoi potenziali elettori alle linea di Bersani. Quindi non ci dovrebbero essere colpi di scena rispetto a una linea che si muove su una problematica alleanza con i centristi. Che tipo di maggioranza può uscire da questa linea politica?
Il nodo della questione è quindi quella di interpretare gli umori del grande
 vecchio, trasversale “centro” italiano?
Penso proprio che sia questo il perno di tutta la vicenda. Diventa difficile per tutti governare con un elettorato moderato che è disilluso, scontento, sconcertato e quindi portato a radicalizzare le sue posizioni di protesta.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
21/11/2012 - Tutto qui. (Giuseppe Crippa)

Per intercettare il voto della gente (e non solo di un misero 12%) il cosiddetto “grande centro” non ha bisogno di personaggi con un passato – in politica o nell’imprenditoria non importa - dietro le spalle ma di un linguaggio davvero chiaro, anche se pacato e costruttivo, che presenti alcune concrete cose da fare e uno o due obbiettivi cui tendere e non discorsi astratti. Tutto qui.