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Politica

INTERGRUPPO/ La virtù è il coraggio della scelta

Il cardinale Camillo RuiniIl cardinale Camillo Ruini

La virtù che serve, secondo Vittadini, è il coraggio della scelta: detassare non può essere una promessa per tutti ma una scelta mirata alle eccellenze, alle imprese che investono, che creano occupazione, che esportano.

Ma l’investimento cruciale è “quello sull’io”. Qui Vittadini ha rovesciato i parametri soliti: “Bisogna capire che investire sul capitale umano è un investimento non una spesa sociale. Noi spendiamo in istruzione e formazione ma in modo burocratico, senza premiare il merito, senza favorire una vera autonomia delle scuole e questa valorizzazione delle eccellenze si paga”.

Con la stessa metodologia Vittadini ha affrontato il discorso sulla solidarietà “che è diversa dall’assistenzialismo”. Sicuramente – ha osservato – c’è una fascia di persone che ha bisogno di assistenza, ma non dobbiamo dilatarla creando assistiti anche tra coloro che invece vanno incentivati a un miglioramento, “sarebbe una scelta di comodo, come sono più comode politiche passive della manodopera piuttosto che politiche attive”.

Tutto questo implica quella che Vittadini ha definito “la grande scommessa”: che istruzione e investimento sul capitale umano arrivi sino all’educazione. Perché il vero valore aggiunto è una persona educata a un ideale e a una capacità critica di fronte alla realtà, “come dimostrano i periodi più positivi della nostra storia dall’unità a oggi: non c’era previsione positiva dopo la seconda guerra mondiale per l’Italia, nessuno poteva scommettere che saremmo diventati il settimo paese industriale. La vera eccezionalità italiana è che l’istruzione non è solo istruzione, è educazione a un valore, a un ideale, come ripete spesso il presidente Napolitano

L’esempio concreto di cosa voglia dire partire dal positivo che un’educazione ideale tesa al bene comune favorisce i componenti dell’Intergruppo l’avevano davanti agli occhi, se uomini e donne di diversa estrazione politica avessero aspettato cambiamenti di sistema o di clima per iniziare un dialogo l’Intergruppo per la Sussidiarietà non sarebbe mai nato. La scommessa sulla volontà positiva dell’altro che ognuno ha fatto ha trovato ancora una volta conferma nelle parole del presidente Napolitano che martedì scorso, citando Croce, s’è detto convinto che i partiti “nel bene dell'Italia troveranno di volta in volta il limite oltre il quale non deve spingersi la loro discordia”.

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