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LEGA 2.0/ Caro Maroni, le scope di Bergamo non possono nascondere il "polverone"

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 Ma il segretario del Carroccio non può certo riproporre questo schema a livello nazionale, dopo le sparate continue contro la scelta dei “berluscones” di appoggiare il governo Monti; né può lasciare il monopolio della protesta a Grillo, che già gli ha eroso un’ampia fetta di base elettorale. Da qui il paradosso di un Carroccio, vistoso nel caso dell’election-day, che lo stesso giorno si presenterebbe insieme al Pdl in Lombardia, e contro il Pdl a livello nazionale. Ma nell’odierna politica italiana, ormai, i paradossi sono tali e tanti che neppure questo desterebbe meraviglia.

Un po’ più di stupore desta semmai l’affermazione di Maroni che un accordo con il partito di Berlusconi in terra lombarda sarebbe motivato anche dal “rispetto della nostra storia”. Il neo leader leghista non può dimenticare che in questa storia rientrano anche i 14 consiglieri regionali di centrodestra indagati nel corso della legislatura, inclusi alcuni leghisti a partire dal presidente del Consiglio. Né può dimenticare che la base del suo partito è particolarmente sensibile alla questione morale. Le scope di Bergamo, diventate il simbolo della nuova Lega 2.0, non si possono usare per nascondere la polvere sotto il tappeto. 

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