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PRIMARIE PDL/ D’Esposito (Il Fatto Quotidiano): ecco perché saranno un fallimento

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Questo Pdl non è più in grado di rispondere alla domanda politica dei moderati. Non è un caso che la partecipazione alla convention di Montezemolo sia stata alta al di là di qualunque aspettativa. Significa, in sostanza, che la giostra dei moderati ha ripreso a girare. 20 anni fa, c’era salito sopra Berlusconi. Questa volta, la partita in seno al mondo dei moderati si giocherà tra l’astensionismo e l’eventuale offerta del centro.

Sta di fatto che in molti danno Alfano vincitore

Può darsi: ma ciò che conterà realmente, sarà lo scarto rispetto agli sfidanti e il numero in assoluto di votanti. Presumibilmente saranno entrambi bassi. D’altro canto, il Pd ci ha messo 20 anni per fare delle primarie vere.

Napolitano, nel frattempo, ha fatto sapere che Monti, essendo senatore a vita, non può candidarsi. Perché non può essere eletto. Può, tuttavia, essere chiamato, all’indomani delle elezioni, a ricoprire nuovamente un incarico

Credo che nelle prossime elezioni, il Pdl giocherà una partita di pura testimonianza. La vera competizione sarà tra Grillo, Bersani e il centro. In questo schema, benché non sappiamo ancora con che legge elettorale si voterà, è chiaro che Monti, pur essendo senatore a vita, potrebbe essere il volto attorno al quale potrebbero radunarsi i settori moderati del Paese: la lista di Montezemolo, ciò che emergerà da Todi 2, l’Udc.

Il Pdl, attraverso la legge elettorale, non potrebbe contribuire a creare una frammentazione tale da rendere impossibile a chiunque di creare una maggioranza politica, obbligare alla grande coalizione, e poter governare, pur avendo perso?

Non penso. Non basterà la legge elettorale a salvare il partito dal disastro. Prevedo che, comunque vada, arriverà quarto.

 

 

(Paolo Nessi)

 



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