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SONDAGGI PRIMARIE/ Mannheimer: il distacco Bersani-Renzi è del 3%

Pubblicazione:sabato 24 novembre 2012

Matteo Renzi, Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Matteo Renzi, Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Il Pd ha superato il 30%, il Movimento 5 Stelle è intorno al 20% e il Pdl intorno al 16%. Il 50% degli intervistati dice di volersi astenere o di non sapere che cosa votare. Si tratta di un dato che è stabile da un paio di mesi.

 

Il consenso del Pd cambia a seconda che vinca Renzi o Bersani?

 

Una recente ricerca del professor Roberto D’Alimonte ha mostrato che una vittoria di Renzi aumenterebbe il consenso del Pd facendolo salire oltre il 30%.

 

Come si spiega invece lo scarso consenso di cui gode il Pdl?

 

Si spiega con il fatto che il centrodestra non ha una proposta adeguata per i suoi elettori.

 

Il sostegno a Monti ha danneggiato il principale partito del centrodestra?

 

No, a danneggiarlo è stata la contraddittorietà interna e la mancanza di una visione chiara su che cosa proporre.

 

Le primarie del Pdl possono cambiare le cose all’interno del centrodestra?

 

Certamente sì. Bisognerà vedere quando le faranno, se le faranno e chi parteciperà. Il centrodestra ha però bisogno di un momento di rinnovamento, che anche le primarie possono dare.

 

Da qui a marzo che cosa può ancora cambiare?

 

Le incognite che gravano sul voto sono diverse, ma prevederle è impossibile. Il mercato elettorale è ampio e mutevole, gli elettori che non sono ancora stati conquistati da nessun partito sono molto numerosi. L’esito dipenderà quindi anche da chi si presenterà e da quale sarà l’offerta politica.

 

Quanto può valere una discesa in campo di Monti?

 

Dipenderà dalla campagna elettorale, è ancora troppo presto per riuscire a prevederlo.

 

(Pietro Vernizzi)



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