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IMU/ Toccafondi (Pdl): c'è qualcuno nel governo che vuole "uccidere" il non profit

Pubblicazione:lunedì 26 novembre 2012

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Imu e non profit. Quando dicemmo che con le regole decise dal Governo si rispondeva all'Europa, che così non ci avrebbe multato ma che lo avremmo fatto a un prezzo altissimo, in molti non ci hanno preso molto sul serio e solo qualche ente non profit o poche federazioni che si occupano di cooperazione erano coscienti del pericolo. I giornali ci hanno ignorato per mesi. Il sottoscritto e i colleghi e amici Maurizio Lupi e Mara Carfagna abbiamo fatto un emendamento che rispondeva alle richieste europee, stringendo la cinghia interpretativa delle esenzioni Imu, ma che allo stesso tempo consentiva al non profit di proseguire un lavoro rivolto a tutti senza pagare migliaia di euro di imposta sugli immobili.

Era nostro l'emendamento che al posto del concetto di "attività commerciali" previsto per il pagamento Imu inseriva il concetto di "attività lucrativa". Un concetto approvato all'unanimità dalla commissione Bilancio il 2 novembre e poi, su richiesta del Governo, bocciato a maggioranza (contrari Pdl e Lega) il 5 novembre. La motivazione della retromarcia fu il fatto che il Governo chiese di ritornare al testo originale per paura di sanzioni miliardarie europee. Il problema è che se per pagare o meno l'Imu lo spartiacque deve essere lo svolgere o meno attività commerciali, l'Imu la pagano tutti. Perché un contratto, una convenzione, un'assunzione, una raccolta fondi, un'utenza e alla fine anche una retta la possono avere tutte le non profit.

A questo si aggiunge poi il tema della "retta gratuita o simbolica", un concetto ambiguo e fuori dalla realtà. Tutte le scuole paritarie, tutte le opere di carità che svolgono la loro attività nei campi di assistenza, recupero, accoglienza, per stare aperti devono per legge rispettare qualifiche professionali, standard qualitativi, norme di legge. Per questo hanno molte spese e devono avere una retta o una convenzione. Sono tutte realtà che fanno attività commerciale e non svolgono attività gratuita o al massimo con retta simbolica. L'assurdo poi è che una scuola comunale l'Imu non la paga ma una paritaria invece sì, eppure fanno esattamente la stessa cosa. Un centro visite mediche dell'ospedale non paga, al contrario di quello della Misericordia o della Croce Rossa; un centro per il recupero di ragazzi con problemi gestito dalla Asl non paga giustamente l'imposta, ma se lo stesso è gestito da una Onlus le cose cambiano.


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COMMENTI
26/11/2012 - Questo è il risultato di un calcolo mal fatto? (Carlo Cerofolini)

Analisi e argomentazione ineccepibili, solo che non posso non ricordare che questo “sobrio” ed equo (sic) governo degli ottimati non eletti, oltre ad avere molti ministri cattolici osservanti e attenti agli ultimi, è stato considerato come salvifico e necessario proprio da buona parte del mondo cattolico. Inoltre vorrei evidenziare come dopo il primo convegno di Todi, almeno avallato, se ben ricordo, dalla Cei, presenti tra l’altro – se non erro – Bonanni, Riccardi (ora Ministro) e Ornaghi (ora Ministro), contribuì a minare ulteriormente il governo Berlusconi, democraticamente eletto, proprio in virtù della dichiarazione di Bonanni che disse (cito a memoria) che il governo Berlusconi era inadatto e che se ne doveva andare. Ciò detto mi chiedo e chiedo se questo penalizzante pasticciaccio dell’Imu su scuole paritarie non statali e Onlus - molte delle quali fanno riferimento proprio al mondo cattolico - sia il risultato di un calcolo improvvido e mal fatto a monte proprio da chi ora viene direttamente penalizzato e, giustamente, si lamenta?