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SONDAGGI PRIMARIE 2012/ Piepoli e Amadori: i nostri numeri non mentono. Renzi non parli di brogli

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Per Amadori, gli innovatori come Renzi vanno apprezzati ma il suo auspicio ha pochissime probabilità di attuazione: “E' un'affermazione concettualmente contraddittoria al sistema delle primarie di centrosinistra e del partito di cui fa parte lo stesso Renzi. Sarebbe opportuno, prima di tutto, recuperare i delusi del centrosinistra: in Sicilia un'operazione del genere sarebbe più che auspicabile, visti i dati dei delusi dal Pd. Poi magari, si potrebbe convincere quella fetta di “incerti tout court” che non voterebbero né per l'una né per l'altro schieramento e che, attualmente in Italia, rappresentano il 10%”. Renzi ha detto di essere in possesso di un sondaggio secondo cui, se uscisse dal Pd, otterrebbe fra il 12 e il 25%. “Il sondaggio sarebbe da vedere ma, a parte questo, credo che gli elettori non amino questo tipo di manovre- aggiunge Amadori- l'effetto “tradimento” non piacerebbe a quegli elettori che hanno sostenuto Renzi nella sua battaglia di rinnovamento del partito. Un esempio è Gianfranco Fini che, parecchi davano sopra il 10% e che, purtroppo, alla fine ha ottenuto un magro 2%”. E se i numeri ossessionano il “rottamatore”, il clima non può che essere infuocato: alla redazione deIlsussidiario.net sono arrivare alcune segnalazioni, di cui ovviamente non è possibile constatare la veridicità, su possibili irregolarità nelle operazioni di voto in alcuni seggi. Un esempio, sono i presunti brogli segnalati ad un seggio cosiddetto “mobile” su alcuni votanti non del tutto auto-sufficienti.

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