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Politica

SONDAGGI PRIMARIE 2012/ Piepoli e Amadori: i nostri numeri non mentono. Renzi non parli di brogli

Per NICOLA PIEPOLI e ALESSANDRO AMADORI le i risultati delle statistiche pre-voto che combaciano con i dati delle urne, confermano la totale assenza di presunti brogli

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Ecco nero su bianco i risultati definitivi delle primarie del Centrosinistra resi noti dal collegio dei Garanti: Pier Luigi Bersani ha ottenuto 1.393.990 voti pari al 44,9 per cento, Matteo Renzi 1.103.790 voti pari al 35,5 per cento, Nichi Vendola 485.158 voti pari al 15,6%, Laura Puppato 80.600 voti pari al 2,6% e Bruno Tabacci 80.600 voti pari al 2,6%. I voti validi sono stati 3.107.568. Pierluigi Bersani e Matteo Renzi si apprestano, dunque, ad un infuocata settimana in vista del ballottaggio in programma la prossima domenica. “Secondo le nostre rilevazioni- dice il sondaggista Nicola Piepoli dell'omonimo Istituto di Ricerca- le proporzioni dovrebbero attestarsi intorno al 60% delle preferenze per Bersani e circa il 40% per Renzi. Non perchè i punti di distacco fra i due candidati al ballottaggio siano troppi per essere recuperati ma perchè i 3.100.000 elettori che hanno votato, difficilmente cambieranno le proprie idee. Per modificare le intenzioni di voto di un numero così consistente di elettori non occorre una settimana, ma dal mese e mezzo ai due mesi”. “Se dovessi fare una stima- dice Alessandro Amadori, Fondatore e direttore dell'Istituto Coesis Research- direi che l'intervallo probabile per Bersani è dal 52 al 56% e per Renzi e dal 44 al 48%. Questi sono i valori al 95% di probabilità, quindi è altamente improbabile che Bersani vada sotto questo intervallo e che Renzi lo superi”. Il comitato elettorale del “rottamatore” aveva contestato il divario fra lui e Bersani. “Non ho ancora capito quanti voti ho preso. Sicuramente più di un milione, ma i numeri sono ancora ballerini. Però nessuno di noi grida al complotto, chiediamo solo che il comitato organizzatore metta online i verbali di tutti i 9.000 seggi. Nessuno ha niente da temere. L'appunto è che nei 4.000 seggi dove erano presenti i responsabili della mia lista lo scarto era di 4 o 5 punti. Ma ora non cambia niente, si riparte zero a zero”. “ Se c'è una scienza esatta è proprio quella delle ricerche- ribadisce Piepoli- Se i nostri sondaggi davano Bersani al 44% e il sindaco di Firenze al 36%, i risultati finali non ci hanno dato torto e, a questo punto, possiamo dire che non c'è alcun sospetto di brogli.