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Politica

CONFRONTO RENZI-BERSANI/ L’omologazione di due candidati "schiavi" della tv (e di Berlusconi)

Tutte quelle regole minuziose, spiega GIUSEPPE FEYLES, per un confronto in cui Renzi e Bersani non erano affatto bellicosi e in cui già annunciano come sarà il mondo da loro governato

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Qualche nota sul dibattito di ieri sera, poi sulle primarie in sè. Tutte quelle regole minuziose e inutili, perchè i due non erano affatto bellicosi, già ci annunciano come sarà il mondo da loro governato: leggi su leggi, regolamenti, divieti e minuziose prescrizioni. Come ben sappiamo, nessuno di questi scrupoli renderà per un minuto uno solo di noi capace di un gesto buono. Sui contenuti, genericità totale: da parte di Renzi qualche trovata, dall’altra elenchi di tecnicismi. Quando si è chiesto loro della politica industriale è stata l’apoteosi del nulla. Bersani ha detto spesso: “cerchiamo di civilizzarci un pò”.

Passiamo alle differenze: l’unica vera è che  Renzi non vuole D’Alema e Casini, Bersani sì. Di sinistra per Renzi sono merito e lealtà, per Bersani le lenzuolate. Non dico Marx, non dico Togliatti, ma da lassù persino Amendola ha ruggito. Vero è che in Bersani sembra essere sincera l’attenzione ai più deboli. Però, questo sarà pure di sinistra, ma prima è nel Vangelo. Matteo in camicia è fresco e sportivo, Pier Luigi grigio come la sua giacca. Bersani stravince sul corpaccione del partito, che sono gli anziani. Renzi su quelli che non osano essere del Pd. Come strategia, il toscano attacca subito, l’emiliano difende e mostra un mezzo artiglio solo in zona Cesarini. Stile comunicativo diverso, ma in fondo complementare: sprazzi di inglese per l’uno e piccola saggezza popolare per l’altro (o vai a Messa o stai in casa…). Prima cosa detta da Renzi: 100 euro in più a Tizio e Caio. Ultima detta da Bersani: chi ha di più dia di più. Le domande sfiorano e le risposte evitano abilmente le vere questioni dell’etica, dell’educazione e della cultura, che saranno gli unici aspetti sui quali il probabile futuro governo del Pd potrà operare, data l’impossibilità di toccare le caste (dei magistrati, dei medici, ecc.) e la tutela dell’Europa sulla politica economica.

Infine, un asterisco sui titoli di coda del programma: lunghi, illeggibili, a rullo lentissimo, manco fossimo in un film di Werner Herzog. Nessuno spin doctor citato. Soprattutto su sfondo nero nero, come la più buia delle notti. Speriamo non siano metafora del lungo periodo che ci aspetta.

Ed ecco perché ‘ste primarie non mi convincono (e non lo dico perché Berlusconi per il centrodestra le ha incenerite). I media - e la pomposa diretta di Raiuno ne è stata la sublimazione - le hanno rese un evento di grande novità e di partecipazione per l’Italia intera. Calma. Scegliersi il capo sarà pure più democratico, ma la partecipazione è di più. Dovrebbe implicare un coinvolgimento della persona più radicale, che ha a che fare con un’appartenenza, con un lavoro fianco a fianco, con un ideale condiviso, che sia per la vita e non per un suo spicchio. C’è? C’è ancora? Ma, soprattutto, ciò che ci si presenta come nuovo è solo riverniciato. 


COMMENTI
29/11/2012 - Renzi non sarà un genio (emanuele siri)

ma almeno c'ha la volontà, e non solo la voglia, di fare qualcosa. La ricetta non sarà pronta ma chi asserisce di averla prende in giro solo la gente. Almeno inserendo gente nuova e più che altro giovane qualche idea nel tempo spunterà. Bersani è una bravissima persona e sarà un ottimo ministro ma è assurdo pensare che, con i suoi vecchi amici, diventando premier possa darci quello slancio innovativo che ci serve adesso. Renzi c'ha coraggio, si mette in gioco con proposte che non vengono dai sondaggi e, perlomeno, nel tempo può solo crescere e migliorare... cosa che a 60 anni suonati un Bersani non potrà mai fare. Insomma stesso partito ma per carità non li mettiamo stesso piano.

 
29/11/2012 - Condivido tutto l'articolo (Gianuizzi Caterina)

Condivido tutto l'articolo. Caterina Gianuizzi-Firenze

 
29/11/2012 - Bellissimo e spiritoso articolo. (claudia mazzola)

Intanto quei due politici e non solo loro vivono su un'astronave che li ha portati in un altro pianeta, ben diversa è la nostra realtà, ne sa qualcosa un certo Signore!