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NOMINE RAI/ Il pacchetto-Gubitosi tra vincitori e vinti: con un Casini in più...

Pubblicazione:giovedì 29 novembre 2012

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Nella lettera ai dipendenti inviata il 16 novembre Gubitosi evidenzia un calo drastico della raccolta pubblicitaria: da 2863 milioni di euro nei primi otto mesi del ai 2552 del corrispondente periodo di quest’anno. Meno 311 milioni di euro a fronte di un buco di 200 stimato a fine 2012. Il grande buco nero della RAI è quindi qui, anche perché i dati di ascolto dicono che la Tv pubblica resta saldamente prima, segnando nel giorno medio un calo di appena lo 0,4 per cento contro il meno 2,5 per cento segnato da Mediaset, un dato da autentico profondo rosso. Un intervento sul versante editoriale, però non era più rinviabile, e probabilmente non si fermerà a queste prime quattro nomine, Dovrà riguardare necessariamente non solo numerose altre poltrone, ma la struttura stessa della Rai come la conosciamo sino ad oggi, mettendo forse in discussione persino la storica tripartizione dei telegiornali. Ma per una simile operazione il tempo non è propizio, essendo ormai dietro l’angolo una lunga e difficile campagna elettorale.

 

Se ne parlerà dopo il voto politico, e nel frattempo ci sarà la possibilità di mettere a punto un piano complessivo, che faccia passare dalle parole ai fatti anche decisioni già prese e rimaste sinora sulla carta, come la fusione fra Televideo e RaiNews24. A Viale Mazzini si fanno intanto i conti sui vincitori ed i vinti. E un vincitore c’è già, è l’UDC di Pier Ferdinando Casini. Orfeo è considerato vicinissimo al’ex presidente della Camera, anche per aver diretto i due giornali della famiglia del suocero, “Il Messaggero” e “Il Mattino”. Ma considerati vicini all’UDC sono anche il direttore del Tg2, Marcello Masi, quello di Radio2, Flavio Mucciante e il neo capo della prima rete tv, Giancarlo Leone. Tutt’altro che negativi i rapporti anche con i nuovi vertici di Rai2 e Rai3, Teodoli e Vianello. Davvero niente male per un partito che vale il 5/7 per cento nei sondaggi. E Bersani così, se diventasse premier, dopo aver vinto le primarie, si ritroverebbe al fianco esplicitamente solamente il Tg3. In pratica niente di più di quel che aveva stando all’opposizione.



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