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BALLOTTAGGIO PRIMARIE 2012/ Barcellona: vi spiego l'inganno di Renzi

Pubblicazione:venerdì 30 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 30 novembre 2012, 8.43

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Se come penso Bersani riuscirà a vincere il ballottaggio, la partita della politica italiana si riapre a 360 gradi. La sua ambizione di non mettere in campo una forza minoritaria e impaurita all’idea di governare deve acquistare il timbro della grande evocazione di un futuro prossimo che non è per nulla destinato ad ammucchiare macerie e a distruggere vite. Il problema non sarà certamente quello del famoso articolo 18, che ha fatto già diversi danni senza alcun vantaggio, ma quello di impedire che in questo frangente d’epoca si consumi definitivamente la dignità e il significato dei tanti piccoli uomini e piccole donne che lavorano e vivono nei posti più disparati. 

 L’altra sera ho ascoltato Carlo Galli respingere con indignazione gli argomenti di una giornalista del Corriere che lasciava intravedere le responsabilità della sinistra italiana ed europea nella formazione del debito pubblico. Galli affermava con parole chiare, semplici e incontrovertibili che gli effetti del disastro economico e finanziario dell’occidente sono imputabili essenzialmente ai poteri non democraticamente legittimati della cosiddetta troika, del fondo monetario internazionale e del ceto manageriale del sistema finanziario servile e subalterno rispetto ai grandi finanzieri. 

È proprio su questa questione ineludibile della centralità del lavoro che si gioca invece la vera partita del futuro del Paese: da una parte ci sono tanti moderati, innovatori, stabilizzatori che tendono a ridurre l’intera vita di un popolo alla dimensione del mercato e della finanza globale; dall’altra ci sono forze, intelligenze, energie umane e naturali che si oppongono a questa squallida riduzione della vita a puri fatti monetari.

Fra qualche mese potremmo non avere più neppure il ricordo di quella che è stata la tormentata storia del Pd, oppure potremmo risvegliarci con una nuova immagine di noi stessi e del nostro ruolo nazionale. Bersani ha in questo momento la palla per la battuta vincente.  

 



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COMMENTI
30/11/2012 - non condivido niente! (emanuele siri)

Bersani non è ne meglio ne peggio di Veltroni, Prodi e compagnia bella: tutte ottime persone ma che negli ultimi 15-20 anni non sono state in grado di attuare una politica vera da opporre ad un Berlusconi che ha potuto fare sempre e comunque i suoi comodi. Bersani vincerà, di 2-3 punti max e quelli che non saranno andati a votare se ne rammaricheranno: continueremo sulla stessa fallimentare strada che abbiamo intrapreso. Appuntamento alle prossime primarie!...o forse no? io ci spero ancora.

 
30/11/2012 - W il movimentismo! (marelia gabrinetti)

In un'Italia paralizzata e ingessata nel suo dibattito politico da almeno 10 anni, finalmente, forse proprio grazie a Renzi, il PD, finalmente, va alla resa dei conti. C'è solo da augurarsi che vinca Renzi queste benedette primarie. Il confronto con Bersani in televisione ha permesso ai più di riappassionarsi ad un dibattito politico che deve avere i toni della civiltà. E per il PD è stato un successo a prescindere. In molti rimproverano al sindaco di Firenze molte cose: giovanilismo, scarsa esperienza, vaghezza di contenuti tra le altre. Ma ci fosse un Renzi di destra!! Dov'è?? stiamo ancora aspettando... nel frattempo le politiche si avvicinano a grandi passi e il popolo del Pdl, sempre più disorientato, guarda sgomento l'eventuale ricandidatura del suo fondatore. La storia insegna che le mete, anche quelle più ambiziose, si conquistano perchè ci sono uomini e donne che osano, che si "armano" e "partono". Certo, all'inizio il progetto è delineato a grandi linee e magari sono proprie quelle che non piacciono. Ma diceva Romain Rolland: "En agissant on se trompe parfois, en ne faisant rien, on se trompe toujours". In altri termini: ben venga la scossa Renzi.

 
30/11/2012 - non concordo (francesco taddei)

Bersani oltre ai voti dei cittadini aveva l'appoggio dell'apparato di partito. Renzi trova consenso maggiormente tra quelli fuori dal partito. quindi qualora avesse vinto si sarebbe trovato con un apparato interno ostile e non avrebbe avuto la forza per riformare un intero partito.