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BALLOTTAGGIO PRIMARIE 2012/ Barcellona: vi spiego l'inganno di Renzi

Pubblicazione:venerdì 30 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 30 novembre 2012, 8.43

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Caro direttore, non so quanti si siano resi conto che durante la straordinaria festa “primaverile” delle primarie del centrosinistra, svoltesi il 25 novembre scorso, è accaduto un fatto di enorme portata che potrà cambiare radicalmente la fisionomia del nostro sistema politico. Per dirla brutalmente, tra qualche mese potrebbe non esserci più il Pd. A mio modo di vedere c’è solo una possibilità: che Bersani, vincendo il ballottaggio con Renzi, sappia accogliere nella sua visione il senso profondo del fenomeno Renzi che ha sin qui animato la scena politica, e sappia dialogare con queste soggettività.

Nella furia delle polemiche e nello scatenarsi di passioni e interessi è stato del resto sin qui molto difficile uscire dagli schemi di un dibattito tutto interno al Pd che ha visto giocare di rimessa il vecchio gruppo dirigente e allargarsi invece a macchia d’olio il consenso per Renzi. Oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che la rilevanza dei risultati ottenuti da Renzi esprime una profonda tendenza degli elettori a liberarsi di tutti i tradizionali rituali e di tutte le impalcature che hanno sorretto per decenni - dopo la svolta della Bolognina - praticamente gran parte dell’attuale gruppo dirigente del Pd. Un profondo bisogno di cambiamento, a volte persino dissacratore, ha investito il popolo della sinistra che ha mostrato in più occasioni di non sopportare la statica immobilità di ruoli e poteri strutturati in un gruppo ristretto e con equilibri non trasparenti.

Questo gruppo dirigente peraltro non ha avuto la forza di denunciare le proprie mediocrità, i nepotismi e i piccoli favori personali, i legami di gruppo usati come garanzia di sopravvivenza, e non è mai sceso in campo aperto a confrontarsi per le strade e per le piazze con la famosa “gente” di cui tanto spesso si parla nei talk show.

L’ondata di Renzi è un vento tempestoso e convulso che certo si è ispirato alla terribile parola della “rottamazione”, ma che non si può leggere solo in negativo come rifiuto della politica. Renzi rappresenta il mondo nuovo della comunicazione fra cerchie giovanili: lo stile tra lo spavaldo e lo sbruffone di chi è abituato a colpirti frontalmente. 

Debbo confessare che il fenomeno Renzi mi ha fatto venire alla mente analoghi movimenti tumultuosi come le primavere arabe e come i referendum  in Italia che accompagnarono le elezioni di Pisapia e De Magistris. Il linguaggio tipico della rete, una comunicazione di messaggi sincopati, allusivi e spesso ironici e però anche un tentativo di inventarsi qualche cosa di nuovo rispetto al già visto.

A prescindere dall’età anagrafica, un’atmosfera adolescenziale e quasi surreale di piccole complicità e di giochi di parole, in cui il discorso politico si esprime con brevi slogan e parole simboliche; una trama fluttuante e liquida come si vuole descrivere la società di oggi; un format che funziona senza lasciare troppe tracce, ma che basta a determinare una sorta di lieve eccitazione per una trasgressione apparentemente facile e mai sperimentata. 


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COMMENTI
30/11/2012 - non condivido niente! (emanuele siri)

Bersani non è ne meglio ne peggio di Veltroni, Prodi e compagnia bella: tutte ottime persone ma che negli ultimi 15-20 anni non sono state in grado di attuare una politica vera da opporre ad un Berlusconi che ha potuto fare sempre e comunque i suoi comodi. Bersani vincerà, di 2-3 punti max e quelli che non saranno andati a votare se ne rammaricheranno: continueremo sulla stessa fallimentare strada che abbiamo intrapreso. Appuntamento alle prossime primarie!...o forse no? io ci spero ancora.

 
30/11/2012 - W il movimentismo! (marelia gabrinetti)

In un'Italia paralizzata e ingessata nel suo dibattito politico da almeno 10 anni, finalmente, forse proprio grazie a Renzi, il PD, finalmente, va alla resa dei conti. C'è solo da augurarsi che vinca Renzi queste benedette primarie. Il confronto con Bersani in televisione ha permesso ai più di riappassionarsi ad un dibattito politico che deve avere i toni della civiltà. E per il PD è stato un successo a prescindere. In molti rimproverano al sindaco di Firenze molte cose: giovanilismo, scarsa esperienza, vaghezza di contenuti tra le altre. Ma ci fosse un Renzi di destra!! Dov'è?? stiamo ancora aspettando... nel frattempo le politiche si avvicinano a grandi passi e il popolo del Pdl, sempre più disorientato, guarda sgomento l'eventuale ricandidatura del suo fondatore. La storia insegna che le mete, anche quelle più ambiziose, si conquistano perchè ci sono uomini e donne che osano, che si "armano" e "partono". Certo, all'inizio il progetto è delineato a grandi linee e magari sono proprie quelle che non piacciono. Ma diceva Romain Rolland: "En agissant on se trompe parfois, en ne faisant rien, on se trompe toujours". In altri termini: ben venga la scossa Renzi.

 
30/11/2012 - non concordo (francesco taddei)

Bersani oltre ai voti dei cittadini aveva l'appoggio dell'apparato di partito. Renzi trova consenso maggiormente tra quelli fuori dal partito. quindi qualora avesse vinto si sarebbe trovato con un apparato interno ostile e non avrebbe avuto la forza per riformare un intero partito.