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Politica

IL PALAZZO/ La tela di Casini per rompere l'asse Alfano-Berlusconi

Per GIANLUIGI DA ROLD certe proposte ricordano tanto il triste crepuscolo della prima Repubblica. Per preparare la terza ci vorrebbe qualche cosa di più consistente e più coinvolgente

Pierfedinando Casini (InfoPhoto)Pierfedinando Casini (InfoPhoto)

C’è un’ansiosa voglia di dialogare e di costruire una grande lista dei moderati, c'è insomma una grande voglia di centro, che mantenga come guida di un futuro Governo l'ormai famosa, ma forse anche un po' logora, “agenda Monti”. E' ormai il ritornello di questo periodo della politica italiana. Gli obiettivi sono molteplici. Da un lato si cerca di essere un'alternativa possibile a una scontata vittoria del centrosinistra di Pier Luigi Bersani, spalleggiato da Nichi Vendola, dall'altra si vuole respingere quello che con molta sbrigatività viene definito il populismo di Beppe Grillo, o addirittura il pasticciato avventurismo di Antonio Di Pietro (uno degli artefici della seconda Repubblica), oggi alle prese con un partito in rivolta.

Luca Cordero di Montezemolo, ad esempio, spiega: “C'è una grande scommessa per le prossime settimane. Portare una ventata di aria fresca proveniente dalla società civile per rigenerare la politica. O adesso o mai più”. Aggiunge il sempiterno aspirante candidato all'entrata in politica, che poi però fa sempre un passo indietro: “Occorre mettere insieme una grande lista civica nazionale con persone competenti, credibili che vogliono dialogare con la parte migliore della politica”. E specifica solo una cosa di questo nuovo “mondo di eletti e competenti”: non devono essere personaggi della seconda Repubblica.

Ora, se un'idea di centro è stata mantenuta in questo Paese, la si deve cercare nell'Udc di Pierferdinando Casini e in una parte del Pdl, quella più moderata e filomontiana, che non vede l'ora della definitiva ritirata di Silvio Berlusconi dalla scena politica. Ma chi può assicurare, secondo il desiderio di Luca Cordero di Montezemolo, una ritirata generale, un ricambio completo, una “rottamazione” per dirla alla Matteo Renzi di tutto il personale politico della seconda Repubblica? L'impressione è che il batti e ribatti su questo “polo centrista” resti ancora un appello generico, che non tiene completamente conto dell'attuale fase politica italiana. Quasi tutti gli osservatori guardano con preoccupazione al risultato del voto siciliano e ai sondaggi che vengono aggiornati in questo periodo.