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Politica

SCENARIO/ Sansonetti: la mossa di Napolitano "aiuta" Grillo e Monti

Secondo PIERO SANSONETTI Giorgio Napolitano, allontanando l’ipotesi di elezioni anticipate, non fa altro che confermare il proprio ruolo di portavoce del volere delle burocrazie europee

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con Mario Monti (InfoPhoto)Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con Mario Monti (InfoPhoto)

Se il capo dello Stato dice che non vi è motivo per ricorrere al voto anticipato, non ci sarà alcun voto anticipato. In tal caso le sue parole valgono più di un semplice monito cui si può adempiere a discrezione. Solo a Napolitano è attribuito, infatti, il potere di sciogliere le Camere e chiedere agli italiani di tornare e votare prima del dovuto. Alfano, Casini e Maroni, favorevoli all’ipotesi di un election day in cui eleggere i presidenti di Lazio, Lombardia e Molise e, contestualmente, rinnovare il Parlamento, dovranno aspettare. D’altro canto, l’attesa riguarderà anche l'evoluzione di una serie di fattori che potrebbero cambiare radicalmente lo schema del gioco. Dalla legge elettorale alla costituente rilanciata da Berlusconi, dal voto in Lombardia al futuro della Lega. Ne abbiamo parlato con il direttore de Gli Altri, Piero Sansonetti.

Perché Napolitano non vuole indire le elezioni anticipate?

Non mi pare di scorgere in questo alcuna “orrida” macchinazione come, invece, scorgerei nel caso contrario, quello in cui decidesse di sciogliere il Parlamento per avere la certezza di essere lui a nominare il prossimo premier. E’ anche vero, del resto, che Napolitano, in maniera pressoché esplicita, si è da tempo ritagliato il ruolo di portavoce dell’Europa e dei circoli che contano. I quali preferiscono che si arrivi alla scadenza naturale delle legislatura. E che il premier resti Monti.

Cosa avrebbero da guadagnarci Pdl, Udc e Lega dal ricorso anticipato alle urne?

Il loro disfacimento, in particolare quello del Pdl, è in progressivo aumento, mentre Grillo sta ottenendo sempre di più. Pensano, probabilmente, di limitare i danni.

L’accordo sulle urne potrebbe essere il preludio alla vecchia alleanza?

La più probabile delle ipotesi, per il momento, mi pare l’alleanza tra Casini, Alfano e Montezemolo. Resta il fatto che il centrodestra i conti con Berlusconi deve ancora farli. Senza, non andrà da nessuna parte.

Crede che il Pdl riuscirà a superare politicamente il suo fondatore?

Per fare un “parricidio” servono Cassio e Bruto. Fecero una brutta fine. Ma, per lo meno, erano due personaggi significativi…