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IL CASO/ La Lega di Bobo Maroni si è persa nella nebbia della Val Padana

Dopo l’uscita in versione salotto degli stati generali di Torino, e quella formato piazza di Venezia, la Lega 2.0 di Bobo Maroni pare essersi inabissata. Il commento di FRANCESCO JORI

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Da incrociatore a sottomarino. Dopo l’uscita in versione salotto degli stati generali di Torino, e quella formato piazza di Venezia, la Lega 2.0 di Bobo Maroni pare essersi inabissata: non la si vede né la si sente, salvo qualche bordata del neo segretario al governo, e qualche revival del vecchio segretario nelle adunate casalinghe. E’ riemersa con la crisi della Lombardia, prenotandosi per il dopo-Formigoni; ma è stata stoppata a stretto giro di dichiarazione da Berlusconi in persona, il quale ha spiegato che di cedere la regione al Carroccio alle prossime elezioni, di qui a qualche mese, non se ne parla neppure. I sondaggi la danno in parziale recupero dopo il tracollo seguito alle vicende Belsito – cerchio magico – affari di famiglia; ma resta ancora distantissima da quel trittico delle politiche 2008, europee 2009 e regionali 2010, che l’aveva innalzata a una percentuale a due cifre. Anche nella guerra dichiarata al governo dei professori, i leghisti rimangono pressoché isolati; si erano un po’ illusi di trovare un importante compagno di strada con l’improvviso quanto improvvido attacco del Cavaliere all’esecutivo Monti, ma il fuoco si è subito spento.

Nel quartier generale milanese di via Bellerio, dove peraltro sono stati smantellati anche gli ultimi residui del fu-Capo Bossi, si prepara come prima pubblica uscita quella di domenica prossima a Bologna, con tanto di corteo e comizio conclusivo all’insegna dello slogan “Basta tasse – Monti a casa”. La linea-guida è quella di cavalcare un’opposizione frontale a Roma, in antitesi alla scelta della grande coalizione. Ma per ora i risultati sono assai poco significativi: il quotidiano “La Padania” sventola l’aver fatto passare in Parlamento l’emendamento su Equitalia (peraltro col pieno appoggio del Pdl); il sito Internet esibisce l’approvazione del disegno di legge sull’etichettatura dei prodotti alimentari. Maroni ribadisce lo slogan “Prima il Nord”, e dice di sognare “una Lombardia finalmente libera da mafiosi, affaristi e corrotti, e un’Euroregione autonoma, anzi speciale”; ma è significativo che sia lui stesso a utilizzare il verbo “sognare”. La realtà è che la Lega sottotraccia è impegnata in un  meticoloso lavoro di riorganizzazione delle fila e della presenza nel territorio, nella speranza di recuperare almeno una parte dei voti che ha lasciato sul terreno per le proprie grane interne, ma soprattutto per la sostanziale subalternità a Berlusconi.


COMMENTI
05/11/2012 - nebbia anche in montagna (agostino nonini)

Ieri fitta nebbia anche in montagna (alpi Retiche) tanto che mio nipotino mi ha costretto a virare sul fondo valle. Fuor di metafora, la Lega è diventato come molti partiti locali con uno zoccolo duro e fedele di elettori con ideali e soprattutto interessi convergenti. Per il resto, proteste e sogni non scaldano più il cuore dei "padani".Chi vuol protestare ha Grillo a disposizione:non ha un programma molto convincente, ma votarlo è uno sberleffo gratificante per chi vuol punire "i politici".Parlare di sogni poi,in questo momento, appare una bella presa in giro. Mi spiace per Maroni, ma non esiste più il popolo lombardo che indistintamente (vecchi, adulti, bambini) affollava adorante i comizi di Bossi, quando già gli altri leader politici li avevano messi in soffitta. Se ha qualche sogno, credo che debba lasciarlo in eredità (ammesso che piaccia loro) ai nipotini!