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LEGGE ELETTORALE/ Pasquino: così i partiti vogliono togliere potere agli elettori

Pubblicazione:martedì 6 novembre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Se per esempio il premio fosse di 100 seggi ma nessuno arrivasse al 38%, quei seggi non verrebbero semplicemente attribuiti, avendo come effetto anche quello di una immediata riduzione del numero dei parlamentari.   

 

Cosa pensa invece riguardo l’introduzione delle preferenze?


Personalmente sono contrario alla preferenze. Se i cittadini vogliono scegliersi il loro parlamentare, la soluzione è il collegio uninominale. Le preferenze, anche se inquinano il gioco politico, non sono però la causa della corruzione, semmai ne sono la conseguenza. E’ una strada che conosciamo benissimo e che quindi dovremmo evitare accuratamente.

 

Un recente sondaggio ha mostrato che circa la metà degli elettori ritiene che la riforma della legge elettorale sia un provvedimento prioritario per il Parlamento. Che cosa potrebbe accadere nel caso in cui un accordo non venisse raggiunto?


I cittadini non sarebbero ovviamente contenti nel vedere che i partiti tradizionali non riescono a trovare un accordo per fare una buona legge elettorale sia per eleggere sé stessi, quindi i loro rappresentanti, sia per dare il potere ai cittadini di scegliere tra quei rappresentanti. E, naturalmente, chi ne trarrà eventualmente vantaggio è senza dubbio Grillo.

 

(Claudio Perlini)



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