BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LISTE PULITE/ Cossiga: come nel '93, un altro suicidio della politica

Pubblicazione:martedì 6 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 6 novembre 2012, 11.13

Infophoto Infophoto

Mi auguro che i partiti, a partire dal mio, si mettano nelle condizioni di fare pulizia da soli. E di recuperare quell’autorevolezza che li possa rendere capaci di convincere gli elettori delle proprie ragioni. La medesima questione si pone su tutti i fronti. Su quello della legge elettorale, per esempio: nessuno contesterebbe le liste bloccate se i cittadini avessero la garanzia che i partiti vi inserissero esclusivamente personaggi irreprensibili e dotati di professionalità e capacità adeguate ai propri compiti. Oltretutto, ricordiamoci che questo governo si è insediato perché la politica non è stata in grado di adempiere ai propri doveri. Tuttavia, la sua natura tecnica dovrebbe impedirgli di valicare certi limiti, quali il legiferare su questioni - come questa - che non gli competono.

Mentre il governo tecnico governava, la politica non è riuscita in nessuna delle pochissime imprese che le rimanevano, quali appunto il fare piazza pulita all’interno dei partiti. Non crede che se il governo porterà a termine il provvedimento, la sfiducia dei cittadini nei vostri confronti aumenterà ulteriormente?

Credo, francamente, che l’affidarsi ad un governo per definire la composizione della liste sancirà il disfacimento totale della politica.  

Perché, allora, il Parlamento ha dato la delega al governo per varare un provvedimento del genere?

Per gli stessi motivi che hanno spinto a chiedere all’esecutivo tecnico di fare anche tutto il resto: assenza di forza e coraggio.

Da qui alle elezioni ci sono ancora i margini per fare marcia indietro?

Di recente, il mio partito ha avuto un sussulto. Benché sia estremamente scettico nei confronti di strumenti quali i congressi o le primarie, credo ancora nelle persone. Angelino Alfano, di cui sono il primo critico, è, come tanti altri, onesto, responsabile e per bene. Il tempo, quindi, è quasi finito. Ma nelle poche ore che ci separano dalla mezzanotte, forse qualcosa può ancora accadere.

Tornando al provvedimento: nel merito, a quali condizioni non si attribuiranno alla magistratura quei maggiori poteri di cui lei parla?

E’ necessario che, per lo meno, si introduca l’incandidabilità esclusivamente per le sentenze passate in giudicato.

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
06/11/2012 - Immunità come nella Ue (Carlo Cerofolini)

Condivido, però per far sì che la politica possa ritornare ad esplicare liberamente le sue funzioni, senza diciamo condizionamenti esterni, occorre che i parlamentari italiani godano della stesse garanzie (immunità) di cui si avvalgono i parlamentari europei.

 
06/11/2012 - LISTE PULITE/ Cossiga: come nel '93, un altro suic (alberto servi)

Certamente ma non basta. Mi riferisco agli "ELIGENDI", che chiedono il voto a noi cittadini-elettori e non offrono alcuna seria credenziale. Espongono solamente il loro curriculum così come per cercare un lavoro. Una sola parvenza di selezione la fa il partito che lo presenta. Quello di cui l'ELETTORE non è avvertito sono gli elementi di base che definiscono l'idoneità dell'individuo che si offre per operare nelle istituzioni per il bene pubblico. La sua cultura, la sua attività professionale, la sua visione della società, i suoi principi democratici confortati dalla conoscenza dell'ordinamento costituzionale e di quello normativo, il codice etico necessario per operare nella cosa pubblica, il credito pregresso delle sue esperienze e a quante persone ha dato lavoro. L'ELETTORE sa troppo poco. Meno di quando esce per un blind-date. E’ facile rilevare come i risultati di queste mancate conoscenze siano costantemente sulle prime pagine dei giornali. Sommessamente suggerirei l’istituzione di un vaglio codificato, un corso formativo con rilascio di patente per aumentare le garanzie di cui il cittadino-ELETTORE ha diritto. Nella nostra società non esistono attività in cui NON vengano richiesti titoli che ne attestino la qualificazione e il minimo bagaglio di conoscenze: il master, il diploma di laurea, la patente, la licenza, il brevetto, l'abilitazione specifica et, etc. Ci sono istituzioni in Italia capaci di farlo. Dovremmo organizzarci PER NON RECRIMINARE POI.