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DIETRO LE QUINTE/ Così l'asse Monti-Napolitano tenta il "golpe"

Pubblicazione:mercoledì 7 novembre 2012

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Ma in commissione al Senato è successo qualcosa di inatteso. Nei corridoi di Palazzo Madama si vociferava di una soglia al 40 per cento per il premio di maggioranza. Una soglia al di sotto della quale sarebbe scattato solo un premio di governabilità fra il 7 ed il 10 per cento per il primo partito (non alla coalizione). All’improvviso è scattato il “tutti contro il Pd”, e al Quirinale si è accesa la spia dell’allarme rosso.

A Giorgio Napolitano risulta ben chiaro che solo una soluzione di compromesso accettata dal Pd porterebbe al varo di una riforma della legge elettorale vigente. Quindi è probabile che in queste ore si intensificherà la diplomazia sotterranea presso i partiti, anche perché per trattare il tempo sta per scadere. E dalle parti del Colle è trapelata anche qualche perplessità rispetto alle parole di Monti su quell’intervento del governo definito “tecnicamente immaginabile”, anche se “politicamente sarebbe preferibile lo facessero le forze politiche”. 

Più volte i collaboratori di Napolitano hanno fatto presente che un decreto legge in materia elettorale è un’eventualità da scartare, perché sarebbe difficile dimostrare che si tratti di un caso straordinario di necessità e d’urgenza, come stabilito dall’articolo 77 della Costituzione. E allora le parole di Monti dal Laos possono essere lette al più come la disponibilità - se richiesti - del governo dei tecnici a tentare una mediazione tra le parti. Sotto la regia del sempre più impaziente Capo dello Stato, che potrebbe nei prossimi giorni tornare a fare sentire la sua voce su questo per mettere i partiti alle strette.



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COMMENTI
07/11/2012 - Cicciobellum (Pierluigi Assogna)

Dal quartetto che lo ha partorito non ci si può aspettare di meglio