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DIETRO LE QUINTE/ I giochi di Casini per "salire" al Quirinale

Pubblicazione:giovedì 8 novembre 2012

Pierfedinando Casini (InfoPhoto) Pierfedinando Casini (InfoPhoto)

Quel che si capisce un po’ meno è il gioco degli altri. Al momento, sembrano lì solo per mettere le cento lire nel flipper. Alla Lega, in ritirata strategica nelle valli, importa davvero di una legge elettorale che sembra fatta apposta per una larga coalizione? O il Monti-Bis? Gianfranco Fini, oramai, farebbe di tutto pur di sopravvivere, e se il centro è ricco, ci si ficca. Il Pdl, il Pdl invece si sa che ha paura, e allora meglio pareggiare che perdere, come il Milan col Malaga. Anche delle sue primarie ha paura, ora sembra le voglia fare all’americana, con i grandi elettori regionali e la convention finale. Insomma un congressino democristiano, il contrario di quel che servirebbe, non solo ad Angelino Alfano per legittimarsi, ma a tutto quel popolo – se c’è ancora, il popolo – che vorrebbe ritrovarsi, guardarsi in faccia, misurarsi su un progetto. Prima di contare gli eventuali voti. 

Invece così, scegliendo di non convocare la propria gente sotto i gazebo in una sfida aperta, scegliendo di pareggiare la partita prima ancora di giocarla, il Pdl lascia la palla in mano a Casini, o forse a Monti, come silenziosamente consiglia (moral suasion) l’Uomo del Colle. Same player shoot again. Casini va avanti, gli altri stanno a guardare. Non è detto che vinca, ma sai che noia, qui al solito bar.

 



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COMMENTI
08/11/2012 - Giochi di Casini o dell'UdC? (Giuseppe Crippa)

Secondo me il mio omonimo Crippa (è lui mio omonimo dato che porto questo cognome da 10 anni più di lui…) attribuisce a Pierferdinando Casini responsabilità che sono da attribuire invece alla direzione dell’UdC che conta persone – Buttiglione, Cesa, Volontè, Pezzotta, Rao, Adornato e D’Onofrio per esempio - della cui intelligenza politica è davvero riduttivo non tenere conto. L’UdC è un partito dalla ridotta consistenza elettorale, ma almeno è un partito nel quale è possibile – sia pure con qualche difficoltà – una certa dialettica interna ed il concorso di più persone alla definizione della strategia, non è semplicemente il partito personale di Casini il cui cognome è stato tolto dal logo qualche mese fa.