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LEGGE ELETTORALE/ Vizzini: l’accordo? Un proporzionale col "premietto"

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Ritengo che in politica possa succedere di tutto. A un patto: ci devono essere regole serie. E i soggetti devono concorrere per vincere, non per partecipare. Laddove ce ne fosse la necessità, non si può escludere che le forze più responsabili si mettano insieme per il bene del Paese. Tuttavia, scrivere norme che a priori obblighino ad una tale eventualità, sarebbe del tutto inaccettabile.

Eppure, l’accusa è che soglie così alte impediscono, di fatto, di raggiungere una maggioranza

Se la legge restasse quella attuale, si rischierebbe che chi ha preso il 20% dei voti governasse con il 55%. Il rapporto tra il voto dei cittadini e la rappresentanza si discosterebbe dalla realtà in maniera inaccettabile. Ricordiamo, infatti, che quella legge fu introdotta in una periodo in cui esistevano coalizioni che si avvicinavano al 50%. Oggi, la frammentazione è estrema.

Verosimilmente, quale legge va delineandosi?

Credo che stia procedendo verso un proporzionale con le preferenze, con un premio di maggioranza difficilmente accessibile. Spero personalmente che, quantomeno, venga accettato il mio emendamento, che prevede l’inasprimento del reato di scambio di voto politico-mafioso. Ritengo, infatti, le preferenze foriere di episodi quali gli scandali regionali cui abbiamo assistito di recente.

Dicono che le soglie alte celino il timore di un successo dell’M5S e siano volte a impedire la possibilità che vada al governo. Ieri, sul blog di Beppe Grillo, è stato postato integralmente il video di un suo intervento in cui lei afferma il contrario. Accanto al video, non c’era alcune spiegazione. Grillo lo ha postato con intento provocatorio?

Si tratta, semplicemente, del video di un’intervista che mi è stata chiesta e che io ho rilasciato. In ogni caso, parto dal presupposto che il mio primo dovere sia quello di difendere, sul piano del diritto, anche il mio peggiore avversario. Guai, quindi, se si cercasse  di sconfiggere Grillo con strumenti diversi da quelli della lotta democratica. Casomai, si devono capire le ragioni dell’insuccesso delle altre forze politiche e individuare programmi alternativi.  

 

(Paolo Nessi)

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