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Politica

SCENARIO/ Rondolino: ecco perché nessun partito vuole vincere le elezioni

Beppe GrilloBeppe Grillo

Quello che posso escludere del tutto è un’alleanza tra Pd, Grillo e Italia dei Valori. Grillo andrà sicuramente alle elezioni da solo, la strategia del Movimento a 5 Stelle punta sul fatto che la politica e i suoi addentellati, incluso il giornalismo, sono profondamente marci. Nel momento in cui si dovesse alleare con uno qualunque dei soggetti in campo, Grillo perderebbe parte del suo smalto.

 

E quindi?

 

Ogni giorno che passa l’approdo più probabile diventa il Monti bis o la grande coalizione. In attesa che passi la nottata, i partiti preferiscono perpetuare questa situazione in cui nessuno vince ma nessuno perde, e quindi tutti hanno le loro convenienze. Personalmente lo trovo un calcolo molto meschino, e anche un po’ vigliacco.

 

Per quale motivo i partiti hanno paura di vincere le elezioni?

 

La classe politica della seconda Repubblica è morta e sepolta. E ha paura di vincere perché non sa che cosa fare. Il prossimo a salire a Palazzo Chigi dovrà fare i conti con il fatto che l’Italia non è uscita dalla crisi bensì vi è entrata, e la cura Monti ha ucciso l’economia italiana. I commercianti chiudono, le piccole aziende falliscono e quelle grandi licenziano. Insomma sono finiti i soldi, e il politicante che ha campato di “vacche grasse”, di spesa pubblica e di prebende oggi è in difficoltà.

 

Davvero non salva nessuno dei nostri politici?

 

Basti pensare che lo spread tra Italia e Germania lo ha costruito la nostra classe politica in questi dieci anni di euro, mentre nel 2002 tra i titoli del Belpaese e quelli tedeschi c’era un differenziale di mezzo punto. L’Italia ha avuto una classe politica vistosamente incapace che ha “spolpato” lo Stato e adesso ha paura perché quello che dovrebbe fare non è in grado di farlo, non è capace di affrontare la situazione che ha creato. Meglio allora mimetizzarsi, nascondendosi dietro a un governo tecnico.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
09/11/2012 - Catarsi e cambiare la Costituzione (Carlo Cerofolini)

Per uscire da questo cul de sac occorre prima una catarsi, con conseguente uscita dall'euro e quindi così affrancarci dai diktat eurolandici, poi cambiare la costituzione in senso presidenzialista e che fissi la pressione fiscale totale al massimo al 33% e con una spesa pubblica che non possa superare il 35% del Pil, altrimenti la nostra sorte è segnata e ci dobbiamo rassegnare ad andare in miseria e ad essere una colonia germanica.