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BALLOTTAGGIO PRIMARIE 2012/ Renzi, l'unico antidoto al vecchio Pci

Pubblicazione:sabato 1 dicembre 2012

Achille Occhetto (a sin.), autore della svolta della Bolognina (InfoPhoto) Achille Occhetto (a sin.), autore della svolta della Bolognina (InfoPhoto)

Caro direttore, la tesi prevalente in molti critici “da sinistra” è che Renzi sia un Berlusconi di sinistra. Piero Barcellona esprime molto compiutamente questa tesi. Renzi rappresentante della società liquida, tutta comunicazione, nessun contenuto, nessuna infrastruttura culturale e organizzativa. Insomma, se vincesse, continuerebbe il ventennio berlusconiano. Sotto il vestito niente! Donde, l’appoggio a Bersani.

In realtà, Renzi ha finalmente sbloccato e rese esplicite le poste in gioco che il vecchio Pci si trovò dinnanzi nel 1989 e che riuscì a nascondere sotto il tappeto, complice la contemporanea caduta dell’intero arco costituzionale. Sicché il paradosso straordinario che prese corpo fu che la dissoluzione del sistema degli Stati comunisti – il socialismo reale – gettò in una crisi irreversibile la Democrazia cristiana, il Partito socialista e tutti gli altri, eccetto il Pci. Che con l’abile salto della quaglia occhettiano continuò a chiamarsi Pci con l’aggiunta del trattino che lo trasformava in Pci-Pds, continuò a mantenere la falce e martello, sia pure rimpicciolita, ai piedi di una svettante quercia. Non che i dilemmi non fossero chiari fin da allora. Per la sinistra italiana si apriva un bivio: diventare una forza a tutti gli effetti socialdemocratica classica sul modello tedesco oppure una forza del socialismo riformista, migliorista, liberale?

Sotto queste formulazioni teoriche stavano opzioni diverse circa il ruolo dello Stato rispetto alla società civile e alle persone, il ruolo dei sindacati, il ruolo dei partiti e ipotesi diverse di policies. Nello schema socialdemocratico classico – che però proprio in quegli anni i tedeschi stavano abbandonando in nome della Neue Mitte, il nuovo centro di Schroeder, mentre gli inglesi approdavano al New Labour di Blair – Stato del welfare, partito e sindacato stavano stretti in un nesso stringente. In Italia era il modello emiliano quello che era arrivato più vicino a quello tedesco. Una presa d’acciaio sulla società civile, una koiné di pensiero diffusa e profonda, un sistema di potere inossidabile. Il tutto fortemente mediato dal partito, che diventava il punto di intersezione degli interessi e di comando effettivo, soft nelle forme, ma penetrante e insindacabile.

Da settori del migliorismo e dai settori cattolici, ormai messi in libertà dalla crisi della Dc, proveniva un’altra opzione, che aveva quale base comune un orientamento socialista-liberale o cattolico-sturziano liberale: primato della società civile e della persona, sussidiarietà dello Stato, partiti meno totalitari, sottoposti alle leggi e aperti allo scambio con la società civile.

Questi erano i dilemmi. Occhetto scelse una terza via. No alla socialdemocrazia classica – contro l’odiato Craxi -, no al socialismo liberale – contro il liberalismo borghese. In realtà Occhetto per una fase puntò su Gorbaciov e sul “nuovo comunismo”. Ma quando la storia impietosamente fece giustizia di questa illusione, Occhetto procedette confusamente verso il disastro della “gioiosa macchina da guerra” del 1994.


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COMMENTI
02/12/2012 - attenzione, cattolici ! (attilio sangiani)

ho ascoltato recentemente il programma di Renzi. Quanto alla bioetica e, in generale, ai "diritti e valori irrinunciabili" non ho trovato alcuna differenza rispetto a quelli enunciati e praticati da Bersani e dai suoi predecessori. Ergo: perché scaldarci tanto per il ballottaggio,quando avviene tra "beelzebù e beelzebù"?

RISPOSTA:

Fortunatamente, se nella sinistra lo scontro è tra due Belzebù, fortunatamente nel centro-destra lo scontro è tra angeli...

 
01/12/2012 - Come non essere d'accordo... (ROBERTO PERSICO)

...con la consueta lucidità di Cominelli nel leggere le vicende della sinistra?

 
01/12/2012 - renzi vs bersani (carlo cravedi)

d'accordo con l'analisi... finalmente una cosa decente.... ricordo i tuoi articoli su "Fronte popolare" peraltro un po' farraginosi...