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SCENARIO/ Le grandi manovre di Monti sconvolgono Pdl e Pd

Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini (InfoPhoto) Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini (InfoPhoto)

Per Monti la prima occasione per parlare liberamente sarà il 21 dicembre, la conferenza stampa di fine anno in diretta televisiva, un’occasione nella quale non potrà sottrarsi alla domanda se intenda candidarsi o meno a proseguire l’opera del suo governo. Da qui a quella data crescerà intorno a lui il pressing di quei centristi che hanno applaudito il suo “non ci sto”. Quell’area che cerca di raggrupparsi sotto le insegne della “Lista per l’Italia” ha bisogno di un leader vero per riuscire a coagularsi, mentre sin qui fra Casini, Fini e Montezemolo sono troppi i galli a cantare e i sondaggi segnano nelle ultime settimane una contrazione evidente del possibile risalato elettorale.

Prima di quella data, però toccherà a Napolitano dire la sua. “Parlerò fra otto giorni”, ha fatto sapere domenica, “nell’incontro con le alte cariche dello Stato”. Sino ad allora il Capo dello Stato sembra chiamarsi fuori dalla mischia, lasciando che sia Monti a condurre le danze.

Ma la possibile discesa in campo di Monti preoccupa tanto i democratici, che si sentirebbe schiacciati a sinistra da una lista guidata dal premier, sia i colonnelli del Pdl. Al contrario, Silvio Berlusconi sembra non preoccuparsi troppo: lui nelle battaglie solitarie, nell’uno contro tutti, è solito dare il meglio di sé (o il peggio, dipende dai punti di vista).

Certo l’annuncio che sarà ancora una volta il Cavaliere a guidare il centrodestra ha prodotto una serie di risultati a catena: le dimissioni di Monti, l’anticipo delle elezioni (forse al 10 febbraio) e il quasi accordo con la Lega, cui proprio ieri sera il Pdl ha offerto la candidatura in Lombardia in cambio di un’intesa sul piano nazionale.

Adesso anche nel Pdl la scelta è fra ci chi sta e chi no. Il Cavaliere guiderà per la sesta volta i suoi in battaglia. Le possibilità di vincere sono praticamente nulle, ma in una campagna elettorale fortemente polarizzata sarà ancora una volta lui a dettare l’agenda, e probabilmente questo gli consentirà di recuperare consensi. Quanti è tutto da verificare.

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