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SCENARIO/ Buttiglione: caro Mauro, facciamo insieme il Ppe con Monti premier

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Mario Monti (InfoPhoto)  Mario Monti (InfoPhoto)

Diamo atto a Berlusconi di aver facilitato, in una sorta di benevola neutralità, una battaglia in difesa dei valori non negoziabili. Battaglia nella quale non si è mai esposto in prima persona ma che, d’altro canto, non ha mai osteggiato. Anzi, spesso ha dato una mano. Senza di lui, tutto sarebbe stato sicuramente più difficile. Ora Bondi ha individuato in questo atteggiamento uno degli elementi da ripudiare (parlando degli ex An si è detto convinto che sulle «libertà personali sono su posizioni di radicalismo religioso alla Tea party»; al giornalista che chiedeva se i parlamentari cattolici e di Cl condividessero tale impostazione con gli ex An, ha risposto: «Sì, la parte più confessionale del Pdl che rappresenta solo uno spicchio del mondo cattolico. Penso a Roberto Formigoni che dovrebbe riflettere sulla sua esperienza politica, sugli errori commessi, sul suo sistema di potere che assomiglia sempre più a quello delle regioni rosse» ndr). 

Lei è convinto che questa sia la posizione di Berlusconi?

Non so se la posizione di Bondi sarà sposata interamente dal nuovo partito. Sta di fatto che Berlusconi non l’ha smentita. E che è evidente come, nel momento in cui non avrà più la garanzia dei voti dei cattolici, si sentirà legittimato a riprendere per intero la sua libertà d’azione su tutti i fronti. L’alleanza con il mondo cattolico, del resto, era fondata su un calcolo strumentale e non su una precisa identità.

Un nutrito gruppo di parlamentari del Pdl, a partire dell’eurodeputato Mario Mauro, lascerà il partito, per dar vita ad un nuovo soggetto, anche per le ragioni da lei descritte.

Le recenti prese di posizione di Mauro rappresentano l’indicazione onesta di un percorso che non ha bisogno di rinnegare alcunché dei propri valori, quanto, al limite, di riconoscere che in certi casi si è data troppa fiducia a chi non lo meritava. Il programma originale di Forza Italia, infatti, salvo alcune esagerazioni, toccava i nodi veri della società italiana. Ma Berlusconi, a un certo punto, ha iniziato a fare politica per vendicarsi dei suoi nemici. E' stato lui il primo, quindi, a tradire il programma. Semplicemente, mettendolo all'ultimo posto delle cose da farsi. Ora, credo che dovremmo riprendere molte idee da quel programma. Dal taglio della tasse, al puntare sull’innovazione.

Dovrete, chi?


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