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Politica

SCENARIO/ Buttiglione: caro Mauro, facciamo insieme il Ppe con Monti premier

Secondo ROCCO BUTTIGLIONE, l’unica alternativa di chi non accetterà la deriva del Pdl sarà quella di abbandonarlo per allearsi con il centro sotto le insegne della sezione italiana del Ppe

Mario Monti (InfoPhoto)Mario Monti (InfoPhoto)

Due gesti scriteriati hanno innescato il repentino precipitare degli eventi: prima, il Pdl non ha votato la fiducia al Dl sviluppo. Poi, Berlusconi ha annunciato la sua sesta ridiscesa in campo. I mercati stanno reagendo come da copione. Con le borse in caduta libera e gli spread in ascesa. Il precario equilibrio, rappresentato dalla strana maggioranza che sosteneva Monti, è saltato. Restano solo, da un lato, l’asse Pd-Sel, in procinto di vincere, ma di non essere in grado di governare, così sbilanciato a sinistra da avere un programma piatto, ma due chiodi fissi: la patrimoniale e le unioni gay; dall’atro, si torna all’alleanza Pdl-Lega, il cui unico scopo è quello di governare pur avendo perso, grazie ad una legge elettorale che potrebbe consentire loro di rendere il Senato ingestibile. Ci sarebbe una terza ipotesi. Ne abbiamo parlato con Rocco Buttiglione.

Tanto per cominciare, che idea si è fatto di questa situazione?

C’era un patto tra gentiluomini: Monti non si ricandida, Berlusconi, Bersani e Casini sostengono lealmente la sua azione di governo. Questo patto è saltato. Non tanto per l’anticipo delle elezioni di uno o due mesi, quanto perché Alfano ha rinnegato quell’azione. Esprimendo una posizione chiara: "se vinciamo, sfasciamo tutto". Il rischio è che il Paese torni sull’orlo del baratro.

C’è poi la ridiscesa in campo di Berlusconi.

Questi mesi sono stati pesanti, indubbiamente. Ma la speranza di uscire dalla fase peggiore stava iniziando a concretizzarsi. Berlusconi rischia di vanificare tutto. Di rendere inutili i sacrifici degli italiani. Sembra intenzionato a ridiscendere in campo con gli stessi toni di Grillo. Sconfessando, oltretutto, la linea assunta dal suo stesso governo poco più di un anno fa. Non dimentichiamoci che furono lui e Tremonti a siglare con l’Europa gli impegni che ora Monti stava portando a compimento. Un comportamento francamente inaccettabile. Come se non bastasse, le ultime uscite di Sandro Bondi prefigurano un nuovo partito marcatamente laicista, svincolato dall’unico titolo di gloria di Berlusconi.

A cosa si sta riferendo?