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SCENARIO/ La "tempesta perfetta" lancia Monti e mette all'angolo Berlusconi

Pubblicazione:martedì 11 dicembre 2012

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Mi sembra che sinora questo ipotetico centro da costituire stia offrendo ben poco. Non mi pare che sia in grado di intercettare tanti elettori. In questo caso, Monti si infilerebbe in un'area che ha poche chances di successo, di affermazione.

E si può azzardare un'ipotesi di collegamento con il centrosinistra guidato da Pier Luigi Bersani?

Escludo che questo possa avvenire prima delle elezioni. In questo centrosinistra c'è Nichi Vendola, senza dimenticare la posizione della Fiom e della Cgil di Susanna Camusso.

Come può Monti collocarsi a fianco di queste forze politiche e sociali?

Lì, a mio parere, c'è stato un errore fatto da Bersani, che, come si dice nel gergo politico, non “ha ucciso il bambino nella culla”. Vendola, con la sua posizione ( rilevante ai fini di una ipotetica maggioranza) blocca qualsiasi link o collegamento esplicito, al momento, tra centrosinistra e Mario Monti.

Proviamo a fare uno scenario ai limiti della fantapolitica. E se Monti si collocasse sullo scacchiere politico italiano come nuovo leader del centrodestra, cioè come leder dei moderati italiani, sfidando il centrodestra targato berlusconiano?

Potrebbe essere un azzardo, ma potrebbe essere anche una mossa coraggiosa e intelligente, perché Monti poterebbe andare a pescare nei tanti delusi dalla politica fatta in questi anni dal Cavaliere. Tra quelli che si sono astenuti o che hanno intenzione di astenersi, tra quelli che si sono rivolti verso altre formazioni politiche.

Non c'è dubbio che in una situazione di crisi come questa, di sbandamento dell'elettorato esista il problema di recuperare i voti del ceto medio, il più colpito dalla crisi e il più tradizionalmente moderato.

Questo è il nodo principale da affrontare per un possibile successo elettorale. Ma la situazione italiana è molto complicata, forse troppo complicata. In questi giorni, sembra che qualcuno si stia dimenticato che esiste sempre Beppe Grillo, con i sondaggi che continuano ad accreditarlo intorno al 18 percento. Poi si profila all'orizzonte la cosiddetta “lista arancione”, con il pm Ingroia che dovrebbe essere capolista, seguito da De Magistris, Flores d'Arcais, forse lo stesso Di Pietro. Ed è lecito pensare che in una lista simile, potrebbe esserci anche posto per i Santoro e i Travaglio. Non è un fatto secondario, perché una simile lista potrebbe arrivare anche al 3 o 4 percento.

Tutto questo mette in difficoltà soprattutto la sinistra, il centrosinistra. 

  


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