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SONDAGGI/ Ecco quanto vale la "lista Monti" tra Pd, Pdl e Centro

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Passando al Pdl, il partito di Berlusconi non sarebbe per nulla penalizzato da una lista Monti. Anzi: «Una lista di questo tipo - ribadisce Amadori - potrebbe rappresentare un fattore di compattamento per il centrodestra e, quindi, non un problema ma un’opportunità». Per il sondaggista di Coesis, un “Grande Centro”, formato da Casini, Montezemolo e Fini, a oggi, non avrebbe un grande appeal: «A oggi - afferma Amadori - senza l’appoggio dell’ex premier Monti si attesterebbe intorno all’8%. Ho sempre pensato, già dalla prima ora, che una formazione di questo tipo non sia mai esistita: semmai, possiamo parlare di “un piccolo centro” e poco cambierebbe se Monti vi entrasse. Con il suo innesto, potrebbe arrivare intorno a un 12%, ma non di più”. Insomma, la lista centrista non funziona. “No, non attrae - puntualizza Amadori - perché si sta riproponendo in modo vecchio».

Invece, il Movimento a 5 stelle al suo debutto nelle liste, sarebbe il terzo partito, dietro Pd e subito dopo il Pdl. «Grillo e i suoi - conclude Amadori - si attesterebbero intorno al 15%, stima che ho fatto mesi fa e che, attualmente, cambia ma di pochissimo. Il Movimento Cinque Stelle ha subìto molto l’“effetto primarie” del centrosinistra e ha finito per perdere un punto percentuale».

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