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BERLUSCONI/ Con Monti leader dei moderati faccio un passo indietro

Con Monti alla guida dei moderati, Silvio Berlusconi sarebbe disposto a fare un passo indietro, rimanendo comunque alla guida della coalizione di centrodestra. Le sue dichiarazioni.

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Con Monti alla guida dei moderati, Silvio Berlusconi sarebbe disposto a fare un passo indietro, rimanendo comunque alla guida della coalizione di centrodestra. Alla presentazione del nuovo libro di Bruno vespa, il Cavaliere spariglia ancora una volta le carte in tavola e annuncia che se l’attuale presidente del Consiglio “decidesse di aderire alla richiesta di tutto lo schieramento moderato” di candidarsi a premier “io non avrei nessun problema a ritirare la mia candidatura a presidente del Consiglio e potrei accettare essere coordinatore dello schieramento”. “Non credo che gli convenga – ha sottolineato Berlusconi - ma se volesse fare il leader di un rassemblement dei moderati io mi occuperei del mio partito”. “Non credo che Monti accetti di diventare uomo di parte o di partito ma se decidesse di aderire a questa richiesta vi aderirebbe tutto schieramento moderato. Anche io glielo proposi, Monti mi disse che non era suo intendimento”, ha quindi aggiunto l'ex premier, il quale ha poi spiegato di essere stato “assolutamente coerente nella mia vita, ma anche in questi ultimi tempi, per quanto riguarda il mio impegno politico”. Secondo Berlusconi esistono due schieramenti, “i moderati da una parte e le persone di sinistra dall'altra. E' chiaro che se i moderati vengono divisi, la sinistra diventa maggioranza e lo schieramento moderato diventa maggioranza. Dal 2008 in avanti Pier Ferdinando Casini con il suo movimento si è collocato fuori dalla maggioranza dei moderati”. “La mia candidatura? Dipende da come si sviluppano le cose. – ha ribadito il Cavaliere - Posso fare il coordinatore, il regista di uno schieramento ampio che arrivi a comprendere il centro che si sta formando con Casini, Montezemolo, Giannino. Un centro che mira a una adesione di Monti a questa iniziativa. Non credo che Monti accetti di diventare uomo di parte o di partito, ma ove il presidente Monti decidesse di aderire a questa richiesta, anche lo schieramento moderato aderirebbe tutto in suo supporto”. Riguardo a Monti, infine, dice di avere “alta stima personale nei suoi confronti e poi lo invidio perché ha potuto usare lo strumento dei decreti legge per tutto”. Berlusconi commenta poi le recenti dichiarazioni di Maroni (“Caro Silvio, nulla di personale. Però, se insisterai a voler essere il candidato premier, la Lega non potrà sostenerti. Perché noi pensiamo che un deciso rinnovamento sia indispensabile”), facendo sapere che “con la Lega stiamo trattando e stiamo trattando il riconoscimento a Maroni come candidato presidente della Lombardia”, ma annuncia che “se la Lega non arriva con noi a un accordo sulla mia candidatura alla presidenza del consiglio o noi non arriviamo a un accordo sulla candidatura di Maroni presidente della Lombardia, immediatamente cadrebbero i governi di Veneto e Piemonte guidati da uomini della Lega”.