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DIETRO LE QUINTE/ Ecco perché Bersani ha paura di Monti

Pier Luigi Bersani e Mario Monti (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani e Mario Monti (InfoPhoto)

La maggioranza che si sta coagulando intorno al Pd, e le stesse anime del partito di centrosinistra, sono talmente diverse che per Bersani sarà realmente difficile governare un Paese in crisi. Confindustria sposta la ripresa a dopo il 2014 e i dati economici Istat di questi giorni non sono promettenti. Il prossimo governo dovrà affrontare almeno alcuni mesi, forse alcuni anni di scelte molto dolorose, e con una maggioranza che la vede in modo molto diverso. Non credo che Enrico Letta e Nichi Vendola abbiano punti di politica economica molto simili. Quando nel 2006 l’Unione vinse le elezioni, il centrosinistra conquistò Palazzo Chigi ma poi implose per varie ragioni che tutti ricordano. Io credo che si riproporrà probabilmente qualcosa di simile.

 

Per quale motivo il leader del Pd allora punta su una polarizzazione da Seconda Repubblica, che come sappiamo è sempre stata caratterizzata dalla ingovernabilità?

 

Bersani in questo momento si sente più sicuro a sfidare lo schieramento delle destre e il suo rivale storico Berlusconi, che non un Monti che sbuca nel mezzo tra i due contendenti. In un parlamento come quello della prossima legislatura che rischia di essere balcanizzato, Monti potrebbe quindi rappresentare un leader in pectore per Palazzo Chigi capace di fare concorrenza allo stesso vincitore delle elezioni.

 

Quanto sarà solida la maggioranza del Pd nel prossimo parlamento?

 

La legge elettorale rimarrà il Porcellum, e quindi l’unione delle sinistre avrà più voti e più seggi alla Camera dei deputati. Bisognerà vedere se anche al Senato le cose andranno nello stesso modo. Se Berlusconi riuscirà a fare l’accordo con la Lega nord, ciò vorrà dire sfilare al centrosinistra almeno tre Regioni del Nord, Piemonte, Lombardia e Veneto. Il rischio quindi è che al Senato non ci sia una maggioranza, e ciò dipenderà anche da quanti voti prenderà Grillo. In questo Parlamento il leader che con ogni probabilità uscirà vincente, cioè Bersani, ha tutta la convenienza a polarizzare lo scontro e non a creare situazioni miste dove poi all’ultimo momento dal cilindro del presidente della Repubblica potrebbe uscire una nomina per Palazzo Chigi diversa dal candidato del Pd.

 

(Pietro Vernizzi)

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