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ELEZIONI 2013/ L'esperto: Monti al 20%, ma decidono Veneto, Sicilia, Lombardia

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I toni convulsi della campagna elettorale italiana si colgono già nei dibattiti televisivi, nelle dichiarazioni dei protagonisti della politica, nei titoli dei quotidiani stranieri sull'Italia, nelle stesse dichiarazioni che vengono dalla Germania e dal Partito popolare europeo contro il ritorno in campo di Berlusconi. Ieri ci sono state  delle dichiarazioni di Mario Monti, sull'operato del suo governo e su quello del suo predecessore, che hanno subito fatto scattare la reazione del Cavaliere. Questo è il nodo principale delle questioni sul tappeto. Ma intorno a questo problema si accavallano altri problemi. Nel centrosinistra, Nichi Vendola ribadisce che, se il Pd guarda a un'alleanza con il l'Udc di Pier Ferdinando Casini, il suo movimento, Sel, si sfila, non c'è più nella ipotetica maggioranza di centrosinistra. Infine c'è un'autentica rissa all'interno di quello che è definito dai sondaggi il “secondo partito italiano”, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, dove si alternano espulsioni, accuse e poco cordiali “vaffa”. Per definire questa situazione un telegiornale ha titolato “Tutti contro tutti”, che è una fotografia impietosa e poco rassicurante, ma soprattutto è l'esatto contrario di quello di cui ha bisogno l'Italia in questo momento. Alessandro Chiaramonte è un docente associato che insegna all'Università di Firenze, nella Facoltà di Scienze politiche, “Partiti politici e gruppi di pressione”. E' un ricercatore da tempo impegnato nello studio di vari aspetti della politica italiana. Si sta occupando della trasformazione dei sistemi partitici.

Professor Chiaramonte, in questo momento lo scacchiere politico italiano sembra troppo complicato ai fini della costituzione di un governo dopo il risultato delle elezioni. Almeno stando ai sondaggi. Si può ipotizzare un rassemblement di centro, con il valore aggiunto della presenza di Mario Monti?
Io credo che Monti costituisca indubbiamente un valore aggiunto, proprio per il profilo differente che ha. Ma i dati a disposizione, al momento sono difficili da valutare. Al centro ci sono attualmente Casini, Fini, non si sa ancora se ci sarà Luca Cordero di Montezemolo, che subordina la sua partecipazione alla presenza dello stesso Monti. Sarei molto cauto nel valutare i primi sondaggi che sono usciti. E' possibile fare solo una valutazione approssimativa di questo rassemblement: potrebbe raggiungere un 20 per cento.
Il nodo cruciale di queste elezioni sembra la vasta area dell'astensionismo, della disillusione nei confronti della politica, della mancanza di partecipazione. Il problema è come riportare questa vasta parte dell'elettorato al voto.



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COMMENTI
13/12/2012 - Monti non rappresenta un potere FORTE? (Rodolfo Spezia)

Monti non è un"POTERE FORTE"? Rappresenta gli interessi dell'Europa,di Goldman Sachs,e di tanti altri personaggi di cui anche sul Sussidiario si possono leggere le interviste. Rappresenta la Trilaterale,il Bilderberg,è probabilmente massone.Non basta? Come dimostrato dai"mercati" le sue dimissioni non hanno innescato nessun cataclisma,anzi! Con Monti al governo la depressione è garantita. E che protegga le banche,innanzi tutto,lo si vede dalla persona che ha messo a capo del Ministero dello Sviluppo Economico:un banchiere. Un governo veramente "tecnico" avrebbe scelto un imprenditore di quelli tosti,invece... Ma la malafede regna sovrana.Mi consolo leggendo gli articoli concreti di M.Bottarelli.