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BEPPE GRILLO/ Pombeni: il comico denuncia "complotti" per giustificare il suo flop

Pubblicazione:venerdì 14 dicembre 2012

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Guardi, Grillo ha denunciato per mesi manovre dei partiti volte a modificare la legge elettorale in modo tale da non consentirgli di entrare né alla Camera né al Senato. E’ andata a finire che la legge elettorale non sarà riformata, e si voterà col Porcellum. Credo, al contrario, che l’insistenza di Grillo su queste denuncie rappresenti il tentativo di riservarsi un’uscita di sicurezza nel caso in cui, visto come gli stanno andando ultimamente le cose, il suo partito, nonostante le aspettative che ha suscitato, si riveli un flop.

La cosiddetta antipolitica, quindi, a ridosso delle elezioni potrebbe anche sgonfiarsi?

Più che altro potrebbe non trovare Grillo attrattivo come prima. Ha fatto troppe mosse sbagliate, come decidere di non formalizzare minimante il suo movimento, e di cacciare chi non gli andava a genio.

Come si stanno muovendo i partiti per arginare l’antipolitica?

Per il momento, stanno facendo pochissimo. Non riescono a trovare un aggancio con la società civile. E’ tutto un gioco interno a classi di professionisti che non riescono a rompere la barriera esistente con il mondo reale. Cosa che non può certo fare un qualsiasi movimento appena nato e che affermi di rappresentare il suddetto aggancio. Siamo al paradosso: per sanare la frattura occorrono movimenti strutturati e radicati nel tempo. Caratteristiche che, attualmente, sono attribuibili agli stessi professionisti che non possono compiere questa operazione. Mentre i partiti relativamente nuovi che potrebbero compierla, non ci riescono per mancanza di organizzazione.

Monti potrebbe rappresentare lo strumento in mano ai partiti per risolvere la questione?

Come premier o ministro rappresenta indubbiamente una risorsa per il Paese. Tuttavia, non essendo un suscitatore, se si candidasse potrebbe fare la fine di Prodi. Potrebbero essere i partiti a prendere i voti, e a candidare Monti. Anche se dopo mesi e mesi di prese di distanza dal premier, o di atteggiamenti guardinghi, quelli che oggi sposano entusiasticamente la sua agenda diventano sospetti.

Perché sia Berlusconi che Grillo puntano sull’antimontismo e l’antieuropeismo?

Si tratta di una pratica comune a tutti i populismi nella storia, che hanno sempre cercato di far leva sulla paura della gente individuando di volta in volta l’elemento da poter identificare come il diavolo, ovvero la cosa più “sconosciuta” e “oscura”. Berlusconi, ai tempi, aveva identificato il diavolo nei comunisti. Un’arma che, oggi, ha decisamente perso mordente.

 

(Paolo Nessi)

 



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