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LISTA ARANCIONE/ Facci: un'altra lista forcaiola che si aggiunge a quelle sulla piazza

Pubblicazione:sabato 15 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 15 dicembre 2012, 17.58

Luigi De Magistris (InfoPhoto) Luigi De Magistris (InfoPhoto)

Nasce una nuova formazione politica, o forse, semplicemente, torna fuori dal dimenticatoio. Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, ha infatti presentato ufficialmente il Movimento arancione in vista delle prossime politiche. Lui personalmente non intende candidarsi, ma invita a resuscitare lo spirito degli arancioni che portarono lo stesso De Magistris alla vittoria a Napoli e Pisapia a Milano. Posizionandosi a sinistra, il sindaco di Napoli pone però condizioni precise a Bersani: no a Casini e no a Monti. Filippo Facci, contattato da Ilsussidiario.net, non usa mezzi termini: siamo davanti "soltanto a un'altra setta politica che va ad alimentare il casino della sinistra". Tra Grillo, Di Pietro e lo stesso De Magistris, aggiunge Facci, "il mercato del risentimento in Italia sembra ormai saturo".

 

Che senso ha secondo lei un nuovo movimento in una scena politica come quella attuale? E soprattutto, cosa resta dei vecchi arancioni che conquistarono Milano e Napoli?

 

Che De Magistris fosse un ambizioso che taglia i ponti dopo il suo passaggio ce lo aveva scritto in faccia. Pisapia, sindaco arancione per eccellenza o per lo meno quanto De Magistris, se non erro ha già disconosciuto la paternità di un movimento autonomo che si rifaccia agli arancioni. Che fino a prova contraria rimane una setta religiosa... Quindi c'è solo il rischio che, anche per i toni usati, il movimento di De Magistris sia soltanto un'altra setta, religiosa e questa volta anche politica, che va ad alimentare il casino della sinistra in questo paese.

 

Stando a quanto detto dallo stesso De Magistris, gli arancioni si collocano nello spazio della sinistra radicale.

 

Più radicale che altro, non necessariamente di sinistra. Per rimanere in zona, e relativamente all'ex professione dello stesso De Magistris, la nuova creatura non si differenzia molto, o almeno io non vedo la differenza, da Di Pietro.

 

Infatti De Magistris ha detto di stare dalla parte dei "magistrati con le palle" e cioè gli Ingroia, i di Matteo e altri ancora.

 

Ecco: come vogliamo chiamarlo tutto questo, cannibalismo forcaiolo? Poi in Italia c'è sempre questa comica per cui si tende a dire che la nascita di determinati movimenti serva a controllare gli estremismi tenendo in piedi una certa coesione sociale. Ma non si sa più chi contenga chi, tra Grillo, Di Pietro, adesso gli arancioni. Uno contiene l'altro o è la legge dei vasi comunicanti?

 

Si può parlare di populismo, parola che va molto di moda oggigiorno?


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