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Politica

DIETRO LE QUINTE/ C'è un "patto" Berlusconi-Bersani contro Monti

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (InfoPhoto)Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (InfoPhoto)

Il Pdl è attraversato, così come la sinistra, da correnti che hanno a cuore la responsabilità nazionale e da correnti che si caratterizzano per un uso più disinvolto della demagogia. In entrambi gli schieramenti c’è chi spera nel ritorno di Monti e chi no. Berlusconi, in sostanza, sta cambiando posizione ogni giorno perché cerca di tener conto di entrambe le anime del suo partito. Un atteggiamento francamente poco serio.  

A questo punto, secondo lei come potrebbe evolvere lo scenario?

C’è da sperare che le forze che si ispirano al criterio della responsabilità decidano di uscire allo scoperto e di appoggiare esplicitamente Monti.

In molti, nel Pdl, lo hanno fatto.

E’ opportuno che dalle dichiarazioni si passi ad un progetto elettorale. Non è più il tempo di privilegiare l’unanimità del partito. Occorre che ciascuno, in sostanza, si prenda le proprie responsabilità. Da questo punto di vista, la posizione del centro è sempre stata quella di un appoggio netto ed esplicito ad un secondo mandato Monti. Chi, nel Pdl, è d’accordo con questa impostazione, troverà il modo di unirsi elettoralmente alla liste che proporranno tale progetto.

E se Monti decidesse di candidarsi per il centrodestra?

Il comportamento politico di Monti non è compatibile con quello di Berlusconi.

Lei non crede al passo indietro di Berlusconi?

Credo che non sia questo il punto. Il problema è che non è più tempo di compromessi e giravolte. Quel che è certo, è che quanto accaduto al vertice del Ppe, ha avuto il sapore dell’investitura di Monti da parte della famiglia popolare europea. E potrebbe rappresentare il primo passo verso la costruzione di un progetto che Berlusconi ha tradito. 

 

(Paolo Nessi

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